Capitani coraggiosi

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Vince la linea della lotta. Vince la dignità dei lavoratori della società Navigazione Lago Maggiore. Ripristinato il loro ruolo, con lo stesso stipendio e cassa pensione. Contratto assicurato per un anno e negoziazione di un nuovo contratto nel 2019.

Dovevano andare a lavorare. Non dovevano fare l’italianata di scioperare. I bravi cittadini li guardavano storto, insieme alle élites liberali e leghiste, élites con la pancia piena, come ha detto qualcuno, persone da 200 e passa mila franchi all’anno che facevano la morale ai licenziati. Persone che non avevano ricevuto una lettera di licenziamento e non avevano sentito l’ansia calare come una nebbia nell’anima.

Oggi l’ostinazione dei marinai della navigazione, dei pirati, come li avevano soprannominati, ha vinto. L’accordo ci sarà, torneranno finalmente a lavorare. Alla faccia dei Caprara, dei Frapolli e dei Gobbi.

La lotta sindacale seria e unita di UNIA, OCST e SEV, ha dimostrato che se c’è qualcuno che può fare la differenza sono i sindacati. Uniti, con la gente e con i lavoratori. La lotta umile, decisa e senza paura, o magari con una gran paura ma con tanto coraggio.

E un bravo va ai lavoratori della navigazione, perché scioperare quando il mondo ti crolla addosso e certi pappafichi ti dicono di piantarla non è facile. In piazza con loro, oltre ai sindacati i socialisti: Righini, Durisch, Carobbio, Sirica e tanti altri, non me ne vogliano se non li ho citati. E tanta gente comune che ha firmato per sostenerli. 13’500 firme in 10 giorni. Roba da matti. Perché la sinistra ai diritti dei lavoratori ci crede, ce l’ha nel DNA. E forse oggi ci siamo ricordati che la lotta può essere bella, emozionante anche se pericolosa, ma soprattutto abbiamo capito cosa possiamo fare uniti.

Si è semplicemente felici, perché per una volta si è potuto fare la differenza, anche grazie al Consiglio di Stato che ha reagito con prontezza e ha cercato con grande fatica una soluzione. Domani magari saremo qui a criticarli, a saltare loro addosso, ma oggi no, oggi hanno diritto anche loro di gioire perché 34 persone e le loro famiglie riescono a vedere l’alba dopo una notte buia e tempestosa.

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