Come si barcamena Zali non si barcamena nessuno

Di Angelo Pastore

“Per gli italiani i contratti sono solo pezzi di carta, per questo ho tagliato loro i fondi”. Parola di Claudio Zali. Lo riferisce il Mattinonline. Ohibò, ma non era stato il Governo il corpore a stralciare i contributi di fronte al voltafaccia degli italiani riguardo al collegamento ferroviario Ticino – Malpensa? Non sarà mica che Zali di punto in bianco si è messo in testa si di essere lui il Governo, della qual cosa ci sarebbe da preoccuparsi non poco?

No, niente paura. Molto più semplicemente crediamo che il Consigliere di Stato leghista abbia preso la palla al balzo per apparire un duro di fronte ai suoi elettori ai quali poter parlare male degli Italiani fa sempre piacere. Già, gli è però che Zali è diventato uno specialista nel farsi bello quando gli torna comodo sfruttando le decisioni prese da altri, nascondendosi invece dietro la collegialità quando il parlar chiaro gli procurerebbe una figuraccia meschina. Perché questa rimedierebbe, ad esempio, se si scoprisse che il direttore del Dipartimento dell’ambiente si è espresso in favore della disputa del tanto contestato Rally nel Sottoceneri. Il Governo, come si ricorderà, si era diviso: tre consiglieri a favore della gara automobilistica e due contrari. E tra quest’ultimi, a rigor di logica, avrebbe dovuto esserci il capo del Dipartimento protettore dell’aria e della salute dei cittadini, quello che lotta contro le polveri fini, quello degli 80 all’ora sull’autostrada… Avrebbe dovuto esserci. Ma c’era? Chissà. A chi glielo ha chiesto si è affrettato a dire che lui, contrariamente a certi suoi colleghi, rispetta la collegialità e quindi non dice come ha votato. Già, meglio che non si sappia.

Una risposta che però ha messo più di una pulce nelle orecchie a tanta gente. Come mai, se avesse votato contro, non se ne sarebbe fatto un vanto dimostrando di essere coerente con quello che il suo Dipartimento predica? Perché si sa, i motori a Zali piacciono e i rally ancora di più. Dimostrando, in fondo, di essere in linea con i duri della Lega. Con quelli che sul Mattino della domenica gridavano: Il riscaldamento del pianeta? Basta con le bufale del kompagni ro$$o-verdi” (roba da far impallidire Trump), o invitavano gli “automobilisti a ribellarsi”, o ancora richiamavano l’allora Consigliere di Stato Borradori a essere più duro perché “sei un leghista e gli elettori ti hanno scelto anche per non sentire le solite menate sull’ozono, sul diossido d’azoto, sui fuochi all’aperto e su tante altre cose che creano solo problemi inutili”. Quelli, infine, che si battevano per la libertà dei rally. Quelli a motore, ovviamente. Perché quelli con veicoli elettrici “sono come una gara di tartarughe andicappate”.

Insomma, comunque la si impatti, Zali sa barcamenarsi. E a proposito di barche: chi mai lo ha visto mettere fuori il naso nella delicata situazione dello sciopero dei battellieri della navigazione sul Lago Maggiore? Meglio lasciar fare agli altri se vuoi continuare a stare sulla… cresta dell’onda.

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