La casa dell’Attilio

Ecco, un altro bel pezzo di Ticino che se ne va. L’Attilio ormai è pronto per volare verso altri lidi. Non lo sentiremo più farfugliare alla televisione improbabili difese di iniziative ancora più improbabili. La sua casina di Agno, poco più che un tugurio, è finita in mani fallitaliche, quelle che, quando dispensano dobloni, non fanno più tanto schifo.

Un imprenditore italiano, Andrea Bonomi, ha rilevato la catapecchia dell’Attilio. Quattro assi inchiodate e tenute insieme con lo spago. La cosa stupisce perché Bonomi non è mica il figlio della serva: un finanziere che palpeggia milioni come Mammone palpeggia meloni. La sua strada è costellata di successi: Gardaland, Parmasteelesa, Ducati sono stati i suoi primi passi. Leggiamo su di lui:

“Solo nel 2015 Bonomi ha riportato in Italia le calzature Sergio Rossi, ha avviato un polo del lusso intorno a B&B Italia, azienda attiva nell’arredo di design di fascia alta ed è entrato nel capitale dell’aeroporto di Bologna. Quest’anno prima di lanciarsi nell’avventura di Rcs aveva annunciato l’intesa per rilevare la maggioranza di ArtSana, nota per il marchio Chicco, ha comprato il Valtur e la gestione del Tanka Village su cui puntava ClubMed.”

Insomma, un vero sfigato. Uno che probabilmente butta tutta l’energia nel lavoro e se ne frega del lusso. Se no non si capisce come mai avrebbe comprato la stamberga dell’Attilio. Comunque, magari non ci perdiamo poi così tanto nel cambio. Vuoi vedere che questo è più bravo a fare impresa del coordinatore a vita numero 2?

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