L’odio è un fiume in piena

A me la Boldrini piace. Perché è seria. È una donna che difende le donne. È una che non ha paura e non indietreggia. Dice le cose come stanno. È una delle poche alte cariche dello Stato italiano che difende i migranti. Ha incamerato talmente tante palate d’odio da parte del pattume del web che se fosse sabbia avrebbe sul gobbo una montagna alta come l’Adula.

Ma soprattutto la Boldrini ci rende attenti alle tipologie di odio sui social, soprattutto quelle orientate sulle donne, sui gay, sugli immigrati. Le solite categorie che i nazifascisti prediligono come bersagli. Odio schifosamente destroide che credevamo relegato alla Storia, e invece oggi vediamo rispolverato come l’argenteria per una cena di gala.

Non mi interessa la donna Boldrini politica, ma mi intriga la donna Boldrini che combatte ostinata come un mulo sardo, che continua imperterrita la sua pacata battaglia contro la feccia che impesta la sua Italia. Leggo su un suo post in Facebook:

“L’odio si sta diffondendo come un fiume in piena ed è necessario reagire prima che strabordi. Vi sembro esagerata? Non lo sono e lo dimostrano i dati contenuti nella Relazione finale della Commissione Jo Cox presentata oggi a Montecitorio.”

La commissione analizza i post e i tweet sui social e stila le sue raccomandazioni. 14 mesi di studi, 31 audizioni, 187 documenti. Prosegue Laura Boldrini:

“Basta minimizzare, basta sdoganare insulti e offese come goliardate o scherzi. E’ tempo di reagire di fronte a chi semina odio, di dare voce a chi lo combatte e di sostenere chi ne è vittima. Ma per vincere questa battaglia dobbiamo essere insieme. Serve un’alleanza contro l’odio.”

Lo studio rappresenta con chiarezza che alla base della piramide dell’odio ci sono gli stereotipi e le false rappresentazioni che sembrano perlopiù innocue. Queste alimentano le discriminazioni, che sono a loro volta terreno fertile per un linguaggio di odio che a volte può trasformarsi in crimine.

Ecco, vale pure per noi. Serve un’alleanza contro l’odio, serve per le donne maltrattate, per gli omosessuali, per gli immigrati e tutti coloro che sono facili bersagli. Il silenzio dei buoni peserà più delle urla dei malvagi, come diceva Martin Luther King, uno che di battaglie pacifiche contro le discriminazioni se ne intendeva.

Voilà, possiamo stare zitti o fare come la Boldrini. Non accettare in silenzio, dibattere, contrastare, discutere, costringere gli odiatori al confronto, alla spiegazione. Fargli capire che non sono impuniti. Denunciare se necessario, ma anche capire e cercare di convincere che nel grande trogolo dell’odio non ci guadagna nessuno.

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