Su Zali un articolo vago come se si parlasse di omicidio

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Di nuovo alcune precisazioni sul ministro Super Zali vanno fatte. L’altroieri gli scioperanti “all’italiana” della navigazione hanno consegnato 13’500 firme a sostegno delle loro rivendicazioni al presidente del governo Bertoli. Bertoli, invece di stare rintanato nel suo ufficio, ha alzato le chiappe ed è sceso in piazza: un segno perlomeno di rispetto.

Ticinonews, sempre più allineato alle posizioni della Lega (d’altronde appartiene allo stesso gruppo: Corriere-GdP-Teleticino-Radio 3iii) esce immediatamente con un articolo intitolato:

“Navigazione, ecco la proposta di Zali”

Alt, fermi tutti. La proposta di Zali? L’articolo sembra una cronaca di un omicidio, quando la procura non rilascia dichiarazioni o devi tacere per non fare nomi. E ha questo tenore, riportiamo alcuni stralci paro paro, e parliamo di una decina di righe in tutto:

“…è arrivata la proposta che potrebbe salvare occupazione…”, “Il Dipartimento del territorio potrebbe infatti sovvenzionare le tratte della Navigazione”, “I tecnici del DT starebbero lavorando alla fattibilità”, “La proposta dovrebbe venire già inserita nel Preventivo 2018 del Cantone.”

Uno spasso, forse ma forse, dovrebbe, potrebbe… insomma, mica tanto assertivo come articolo. Ma bando agli scherzi. A parte l’ignobile tirata a Zali che niente ha fatto nei due anni precedenti sapendo cosa sarebbe successo, il pezzo di Ticinonews dà un merito a Zali che però suo non è. Il tentativo del ministro leghista di salire con un volo last minute sul carro dei vincitori sarebbe un po’ patetico se non avesse le compiacenti grancasse che lo seguono. Ribadiamo alcune cose che avevamo già scritto:

  • Zali sapeva, come ministro del territorio, che il bubbone stava per scoppiare: da almeno un anno e mezzo. La SNLM aveva già avvisato che avrebbe ridotto il personale e la concessione era in scadenza.
  • Mentre altri attori si tiravano scemi per trovare una soluzione, Zali era in vacanza per il ponte. Giorni senza farsi trovare né al telefono né per mail. Alla faccia dei licenziati.
  • Bertoli è sceso a raccogliere le firme dei lavoratori e ha garantito la solidarietà del governo. Zali, ministro dei trasporti, evidentemente non ha ritenuto utile presenziare.
  • Bertoli oggi partiva in vacanza, l’ha detto ieri agli scioperanti: “Io da domani non sarò più in Ticino, ma sarò attivamente presente su questa questione perché spero, per il bene di tutti, non solo che si possa tornare a lavorare, ma che soprattutto ci sia una prospettiva solida per il futuro vostro e della navigazione del Lago Maggiore”. Ah… allora si può andare in vacanza e rispondere al telefono?

E per finire, mettiamo un bel sacchetto di puntini sulle “i”. L’unico modo che ha il Cantone per agevolare davvero la creazione del nuovo consorzio e riassumere il personale è offrire un sostegno finanziario pubblico all’operazione. Il sostegno non può però avvenire senza contropartita in prestazioni di servizio. Da qui l’idea di mettere sul piatto i soldi per un servizio di battelli di linea sull’unica tratta possibile, tra Locarno e il Gambarogno (il treno costa di più).

È dunque un merito “rubato”, quello del DT. È irrilevante quale dipartimento ci metta i soldi. I soldi del territorio, come quelli della sanità o delle istituzioni sono pubblici ed è quindi indifferente da chi sono erogati. La decisione del sussidio sarà dunque di tutti e 5 i membri del governo.

La soluzione del problema, se ci sarà, non è dunque frutto di una geniale intuizione del ministro leghista Zali che ha avuto l’illuminazione sulla via di Damasco, ma è un’ovvietà. E per quanto riguarda Ticinonews… aspettiamo con ansia che a dirigerlo arrivi Matteo Pelli.

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