Asilo, i numeri contano più degli urli populisti

Continua il calo delle domande di asilo presentate in Svizzera. Nel mese di luglio, infatti, si sono fermate a 1’694.

Se il conto rispetto a giugno porta un misero +60, è interessante il confronto con il mese di luglio dell’anno scorso, il 2016: -31,6%, un terzo in meno. Un dato che fa riflettere, perché, come indicato dalla Segreteria di Stato della Migrazione, siamo di fronte al numero più basso registrato dal luglio 2010. Traduzione: negli ultimi 7 anni non sono mai state presentate così poche domande d’asilo.

Questi dati, come tutti i dati in genere, sono nemici dei populisti: sul totale delle domande d’asilo su cui si è chinata la SEM, un quarto hanno portato alla concessione dell’asilo, mentre poco di più all’ammissione provvisoria. Altroché “spalancatori di frontiere”.

Gridare allarmi e fare bassa propaganda per prendere qualche voto non serve a niente. I fenomeni migratori, basti osservare il caos con cui è confrontata l’Italia in questi giorni, sono di difficile analisi e per essere compresi necessitano di molto, ma molto più approfondimento di quello solitamente regalatoci da chi considera panacea di tutti i mali il muro a Chiasso. Intanto, quello che possiamo dire guardando i numeri che arrivano a cadenza mensile, è che i timori e gli allarmi sia sulla situazione alla frontiera sia sul centro di Rancate erano rumore di sottofondo ed ennesima prova di superficialità.

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