Carburanti fossili, addio!

Le conseguenze del cambiamento climatico sono note a tutti, e ci toccano sempre più da vicino. Il nostro territorio fatto di montagne e vallate alpine rischia di subire maggiormente, rispetto ad altre regioni, le conseguenze di fenomeni atmosferici e geologici sempre più marcati. Forse questo ci permetterà di renderci conto che se il fenomeno ci tocca da vicino anche noi possiamo essere tra le cause di questo drammatico cambiamento. Certo, sarà necessaria una visione globale, ma anche noi saremo chiamati a fare la nostra parte.
Il traffico automobilistico è uno dei fattori più importanti per le emissioni di CO2 e rappresenta circa il 20% del totale: considerando che nei prossimi anni la crescente industrializzazione di Cina ed India potrebbe aumentare sensibilmente il numero di veicoli in circolazione e di conseguenza le emissioni nocive.
In Svizzera la mobilità legata a automobili elettriche o con altri tipi di propulsore poco inquinante rappresenta una quota estremamente esigua rispetto al totale delle immatricolazioni annue. Sono infatti meno dell’1% i veicoli elettrici entrati in circolazione in rapporto al totale di quasi mezzo milione di veicoli immatricolati nel 2016, con addirittura con una diminuzione di veicoli elettrici di quasi il 10% rispetto all’anno precedente.
Perché l’elettrico non tira? Troppo caro? Troppo di nicchia? Sicuramente i due fattori combinati fanno sì che il prezzo sia tuttora troppo alto rispetto al normale veicolo inquinante. Una soluzione? Norvegia e Olanda hanno optato per una scelta importante: entro un numero adeguato di anni (10-15) non sarà più possibile immatricolare nuovi veicoli con propulsore a carburante fossile (benzina o diesel). In Norvegia (tra l’altro produttrice di petrolio) già attualmente il 25% delle auto immatricolate sono di tipo elettrico. Questo potrà dare una spinta decisa alle case automobilistiche a cambiare i tipi di prodotti da commercializzare riducendo ampiamente i costi di produzione e i prezzi finali per il consumatore.
E la Svizzera? Non succede nulla, sebbene nel nostro Paese si trovino delle eccellenze a livello scientifico che potrebbero ampiamente beneficiare di una simile evoluzione tecnologica e giocare un ruolo centrale. Nel frattempo il tempo passa, e mentre la Svizzera dorme un Paese in via di sviluppo come l’India sta pensando di adottare una normativa simile.
Meglio restare prudenti dunque, non sia mai che la Svizzera possa avere un ruolo centrale ed attivo nella lotta al cambiamento climatico. Neppure, come in questo caso, se le conseguenze sono positive per tutti e non vanno a danneggiare o a modificare lo stile di vita delle persone.

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Commenti da Facebook

  • Il nostro paese sta sempre a guardare. Prima lasciami fare agli altri, poi, eventualmente, con calma, molta calma, si valuta, si sonda cosa conviene al le varie lobby, si cerca di non disturbare troppo gli interessi di pochi, e poi , forse, si decide. Voto alle donne docet.

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