Ci saranno finalmente campionati equilibrati?

Di Hans Lockli

La prima giornata del campionato italiano di calcio ci ha regalato una specie di dejà-vu, che mancava da anni: le cosiddette “grandi”, le squadre che ambiscono alle posizioni in alto, che vincono tutte. Sembra un dettaglio, ma non lo è. Nessuno può sapere come andrà avanti la stagione, ma si ha la sensazione che dopo anni finalmente si tornerà a non avere un campionato deciso a dicembre.

Anche in Svizzera, sebbene un po’ più sfocata, si ha la medesima sensazione. Il Basilea resta un’armata e la concorrenza resta quella che è, ma queste prime partite hanno mostrato come la squadra allenata da Wicky non sia padrona assoluta. O almeno, che lo sia meno rispetto al passata. Il crollo all’esordio contro lo Young Boys e il pareggio di ieri contro il Lugano mostrano che i renani dovranno combattere un bel po’ per spadroneggiare come gli anni passati.

In Spagna, travolto dalla cessione di Neymar, dai mal di pancia di Messi e da Iniesta che per la prima volta fa la voce grossa contro la società rea di non aver ancora rinnovato il suo contratto, il Barcellona non passa tempi d’oro. La fatica nell’assimilare il sistema di gioco di Valverde, l’ambiente che non è più gioioso e spensierato, l’avere in cassa i 222 milioni qatarioti di Neymar e l’impossibilità di spenderli perché, come normale sia, qualunque proprietaria dei loro obiettivi (Dembelé, Coutinho) spara alto sapendo della disponibilità… sono tante le dinamiche che fanno pensare a una stagione se non difficile almeno complicata per il Barcellona. Certo, il livello della Liga è quello che è: l’Atletico Madrid ha dovuto saltare la finestra di calciomercato, il Valencia non si è molto rinforzato, il resto delle squadre non incutono timore. Ma il Real Madrid è involato, e anche questo è un (piacevole) ritorno a qualche anno fa.

Insomma, nei vari campionati la sensazione è che almeno ci si divertirà, che i padroni di una volta sono un po’ meno padroni, e che se vinceranno i soliti noti – come il Basilea da noi – almeno durante l’anno ci saranno partite divertenti e classifiche non lunghissime.

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