Dov’è l’Islam moderato?

Dopo l’attentato di Barcellona, come tutti sapete, sui social è uscito di tutto e di più. Forcaioli, gente da “dente per dente”, insultatori compulsivi. Persone il cui unico ragionamento plausibile è: da noi ci sono un sacco di moschee e in Arabia Saudita neanche una chiesa. Ergo dovremmo eliminare dall’Europa tutte le moschee.

Invece di essere felici di avere fatto quel passo importante di ogni società civile, che consiste nel separare stato e religione e di avere dato la libertà di culto a chi vuole professarlo, ragioniamo come bambini dell’asilo che si prendono a calci negli stinchi. A questo punto potrei rispondere che a Papua Nuova Guinea fino a qualche decennio fa erano cannibali, questo non ci autorizza però a mangiare per ripicca il primo Papuaso che passa. O forse no?

Un’altra lamentela classica è questa: e adesso? Voglio vedere quanti musulmani moderati scenderanno in piazza contro l’ISIS.

La risposta c’è, l’abbiamo vista lo scorso autunno: 20 milioni.

C’è un pellegrinaggio classico che fanno i musulmani nel sud dell’Iraq, circa 100 chilometri a sud-est di Baghdad. Lo scorso novembre la marcia verso Arbaeen è diventata una manifestazione di protesta contro un attentato avvenuto poco lontano. 20 milioni di musulmani hanno protestato contro l’ISIS. La fonte non è una ONG buonista coglionista ma il quotidiano britannico The Independent. Ok, non è Barcellona, ma nemmeno noi abbiamo manifestato per le decine di attentati che avvengono in medioriente.

So che non serve a niente, perché domani ci sarà un altro sordo che non vuol sentire e che dice che tutti i musulmani sono terroristi e chi i “moderati” non dicono mai nulla. Uno che gioisce se vengono freddati gli attentatori, che ci sta anche, ma non risolve assolutamente nulla. Non è più civiltà ormai, ma una guerra assordante di ripicche, di ritorsioni e di rabbia senza limite.

Lo era con gli ebrei nella scorsa guerra e lo è oggi coi musulmani. Un odio sviscerato e anche un po’ patetico che dimostra tutta l’enorme debolezza insita nella nostra società democratica. Perché la democrazia non è fatta per gli uomini. È un tentativo di fare ordine, di dare regole, ma non funziona semplicemente perché siamo primati sociali, avvezzi a vivere in tribù, ad avere un capo, un territorio e a difenderlo digrignando i denti. Tirata via la leggera patina di cultura e istruzione questo siamo.

Per questo, in fondo, non ce ne fotte niente se 20 milioni di musulmani protestano contro l’ISIS. Semplicemente non li vediamo, non sono affari nostri. Affare nostro è buttare fuori dal nostro territorio tutti i nemici o quelli che un astuto capo ci ha indicato come nemici.

Forse ci meritiamo di tornare alle clave e alle grotte, forse la democrazia davvero non la vogliamo.

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Commenti da Facebook

  • Io mi aspetto che le comunità musulmane in Europa, Svizzera, Ticino si mettano in prima fila contro il terrorismo.
    Voglio vederli scendere in piazza qui, a dire “not in my name”.
    Voglio comunicati stampa che dicano “noi condanniamo”.
    Voglio che si dotino di meccanismi interni per prevenire il fanatismo.
    È mai possibile che in un anno uno passi da timido ragazzo a assassino scriteriato?
    Voglio che ci convincano che all’interno delle loro comunità non c’è omertà.
    Voglio vedere loro in prima fila in questa lotta, perché questi fanatici nascono nelle loro comunità, e se c’è qualcuno che può prevenire con efficacia sono loro.
    Voglio vedere gli imam andare in televisione e spiegarci come dobbiamo interpretare il Corano.
    Voglio vedere gli imam andare in televisione e dirci che se il Corano dice che ai ladri va tagliata una mano,
    ebbene voglio che ci dicano che queste visioni sono state superate dalla storia e che non hanno più senso.
    Voglio gli imam che vadano in televisione e ci spieghino che non dobbiamo temere quelle parti del Corano che parlano di Jihad.
    Voglio risposte chiare.
    Voglio che ci aiutino a superare le nostre paure.
    Perché se queste paure non vengono curate, poi il rischio è che riemerga il fascismo.
    E sappiamo poi come va a finire.

    E se un domani ci saranno di nuovo i terroristi rossi,
    toccherà a noi di sinistra stare in prima fila a combatterli.

    Le religioni sono ideologie particolari,
    perché vengono impiantate nella testa di bambini.
    E togliersele poi è difficile.
    E quindi ognuno la pensi come vuole,
    io sono ateo,
    ma se un’ideologia mette in pericolo una società bisogna combatterla.

    • Ci sono: http://www.iicp.ch/news/1179/. E’ l’Imam della moschea di Berna che più volte ha preso posizione contro i fanatici. Purtroppo questi Imam godono di poca pubblicità e attenzione mediatica in quanto non fanno notizia. Purtroppo da entrambi le parti si sfruttano i peggiori istinti, non solo i mussulmani. L’occidente stesso approfitta da anni della rivalità tra sciiti e sunniti. Corano e Jihad sono solo un pretesto per scopi politici. Alle nostre latitudini molti starnazzano dei valori occidentali. Ma di quali valori stanno parlando ? Quelli soffocati e abbruttiti da un’economia senza scrupoli ? Non abbiamo neanche bisogno degli islamisti, considerato i toni e gli atteggiamenti che si possono constatare alle nostre latitudini. Con questo non voglio dire che il problema non esista, anzi. Le cause del problema sono variegate e i paesi occidentali sono una parte di queste cause.

    • Bene che ci siano queste prese di posizione.
      L’occidente? Beh di pasticci ne ha combinati,
      e ogni volte che faccio benzina ci penso,
      che in nome del petrolio facciamo schifezze con
      conseguenze ben peggiori di quelle che hanno gli attentati.

      Dico che ognuno deve fare la sua parte.
      E dico che in questo caso conviene a tutti
      che le comunità musulmane stiano in prima fila
      a lottare contro il terrorismo.

      Poi si, hai ragione, anche noi dovremo impegnarci di più
      a capire ciò che si combina internazionalmente
      a favorire il nostro benessere.

  • L’unica risposta a sto commento che sembra un editoriale di Libero è un meme che gira su facebook in questi giorni: accusare i musulmani per il terrorismo islamico è come accusare tutta la storia della musica per gigi d’alessio.

    • Prova a darmi una risposta più convincente invece.
      Smontami quello che dico, dimmi perché non ha senso?
      Questi ragazzi non nascono all’interno delle comunità musulmane europee?

    • Un po’ superficiale come affermazione. Se è vero che non possiamo riterene unicamente i musulmani come causa del terrorismo islamico è altrettanto vero che alcuni contribuiscono in modo determinante. Logicamente se ci sono persone che si fanno saltare in aria in nome di una religione, possiamo ritenere che a monte ci siano altri problemi più seri. Ciò non toglie che i burattinai che aizzano le folle in nome della religione facciano leva su una parte della società musulmana dovrebbero essere fronteggiati dalla parte di questa comunità che ancora ragiona. Lo stesso meccanismo comincia a dare i suoi primi “frutti” nella nostra società/comunità, solo che non stiamo ancora abbastanza male per andare in guerra e fortunatamente, almeno per il momento, ogni giorno c’è chi si ribella davanti a queste dinamiche.

    • Ruben notari, crescono all’interno delle comunità musulmane europee, ma crescono nei ghetti dell’europa. Crescono nelle banlieue, nelle periferie, senza scuole, senza biblioteche, abbandonati dallo stato. La religione non c’entra niente. Detto ciò sono sicuro che i governi e i movimenti d’opinione terranno conto della tua opinione

    • Peter Neuenschwander D’accordo per la parte europea. Che la religione non c’entri niente vale fino ad un certo punto. Se allarghiamo il discorso fuori dall’Europa, la religione resta il veicolo principale per conalizzare il pensiero in una certa direzione. Le scuole coraniche subentrano là dove lo stato non offre i servizi. Il tutto condito da problemi economici genera i risultati che abbiamo sotto gli occhi.

    • Preciso: una certa interpretazione della religione. Siamo al classico dilemma religione fine a se stessa e interpretazione del relativo clero.

  • Un esempio: un mio nuovo amico FB musulmano ha appena pubblicato questo pezzo del Corano:

    “Chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità. ”

    Ecco, io voglio sentire queste cose.
    E vorrei che tutti le sentissero.

    Ripeto, nonostante io pensi che le religioni siano
    “oppio per popoli”
    non le combatto più da tempo.
    Sempre che loro mi lascino in pace.
    E questo nonostante pensi che
    plagiare la mente dei bambini sia un crimine.

    Però ho amici credenti,
    e so che per loro trasmettere queste credenze
    è un gesto d’amore,
    e quindi lo accetto.

    E lo ammetto mi girano,
    proprio adesso che ci stavamo sbarazzando della
    “nostra” moribonda religione,
    dobbiamo fare i conti con un’altra.

  • E ognuno faccia la sua parte, in piena onesta e limpidezza

  • Io non mi aspetto un condor, e credo poco nei gruppi organizzati specie quando raggiungono numeri come quelli della società attuale. Non si tratta di capire chi siano i buoni o i cattivi , l’uomo in duemila anni devoluzione non é cambiato molto e i suoi istinti sono spesso gli stessi dalla notte dei tempi … Non posso che condividere l’articolo.

  • Non solo esiste un Islam moderato, ma perfino uno progressista , nè è la dimostrazione la signora ospite di alcuni mesi fa della RSI, che si è perfino indignata di fronte all’immagine di bambine velate a 4-5 anni nella moschea di Viganello (Jelassi docet) .Roba che non si vede neppure in Arabia Saudita, … visto con i miei occhi !

  • A Barcellona, come in altri luoghi, i musulmani si sono apertamente schierati contro il terrorismo, Ruben. Solo che non fanno “audience”. E nella società “della comunicazione” com’è la nostra, se non ti inquadrano e fanno parlare, non esisti. Anche in Svizzera si continua a seguire quel pistola di Blancho (un patetico essere) e si continua ad ignorare Mustafa Memeli (l’imam della moschea di Berna che predica ben altro). E’ triste. Molto. Tutto.

  • Quanto ai 20 milioni di mussulmani che hanno manifestato contro l’ISIS, mi preme precisare, per dovere di cronaca, che il contesto era del tutto diverso. Occorre distinguere la protesta contro gli attacchi in Europa da quelli perpetrati dall’ISIS in Siria e Irak ai danni dei mussulmani sciiti. L’articolo dell’Independent che allego dovrebbe aiutare a fare chiarezza. Le generalizzazioni sull’ISLAM sono insopportabili, ma lo è pure il buonismo ingenuo che permea e condiziona una parte non indifferente dei giudizi pronunciati della società civile. http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/20-million-muslims-march-against-isis-arbaeen-pilgrimage-iraq-karbala-a7436561.html

    • Bravo. Finalmente qualcuno che guarda oltre. Sono anni che fazioni sciite e sunnite si fanno la guerra. Il terrorismo in Europa è uno strascico di decenni di guerre non risolte in Medio-Oriente. Di gruppi armati dall’occidente (Osama Bin Laden per esempio), di nazioni come l’Arabia Saudita sostenute a spada tratta dagli USA solo perchè sono antagoniste dell’Irak e potrei continurare per un attimo. Quello che queste popolazioni stanche di anni di conflitti hanno vissuto ci viene portato oggi in casa da un paio di fanatici, che non sono nè meglio nè peggio degli estremisti di destra.

  • Peccato che i 20 mio non hanno protestato contro l’isis…. vedi http://www.davidpuente.it

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