Contratti collettivi: un vaso di Pandora

Un’intervista  a Giorgio Fonio, sindacalista OCST, in merito al valore dei contrati collettivi e al caso delle ARL

Giorgio Fonio, Si parla tanto di contratti collettivi. Ci spieghi in poche parole cos’è un contratto collettivo e qual è il suo valore reale?

In questi giorni si parla tanto di contratti collettivi ma in verità in pochi sembrano conoscerne il valore. Il CCL è uno strumento che tutela il lavoratore dal momento in cui la contrattazione collettiva viene gestita da associazioni di datori di lavoro e associazioni di lavoratori e ha per oggetto le condizioni di lavoro. Un contratto collettivo inoltre non tratta solo la questione salariale che è una componente importante ma non l’unica! Volutamente si dimentica di dire che in un CCL per esempio si può dare maggiore garanzia al lavoratore che cade in malattia, migliorare le condizioni delle neo mamme, piuttosto che regolamentare in maniera migliorativa la durata del lavoro (ricordo che in Svizzera la durata massima della settimana è di 45 ore e in alcuni settori anche di 50 ore!!!). Da ultimo, ma non per importanza, nei CCL si sono introdotti maggiori giorni di vacanza e congedi adeguati alle necessità del personale.

E allora cosa ha votato esattamente il parlamento ticinese, in merito al settore pubblico e ai contratti collettivi?

Ha votato a maggioranza il principio secondo cui tutti gli enti che beneficiano di soldi pubblici devono obbligatoriamente sottoscrivere un CCL. È un voto importante perché in un momento storico molto complicato per i diritti dei lavoratori, il Gran Consiglio ha voluto lanciare un segnale a chi, per meri scopi speculativi, sta tentando di minare un principio fondamentale per il nostro Paese, che è il partenariato sociale.

Il recente caso delle ARL ha scoperchiato un vaso di Pandora. In una società praticamente in mani pubbliche (Cantone e Comuni) si sente dire: “Non vogliamo i sindacati tra i piedi”. Che segnale è?

Bisogna anche dire che non tutti i membri di questo CdA rappresentano l’ente pubblico e quindi alcuni di loro si esprimono per tutelare gli interessi del privato che li ha nominati. È evidente che queste dichiarazioni dimostrano come alcuni ritengano di poter calpestare senza ritegno chi per mandato ha il compito di difendere gli interessi dei salariati di questo Cantone. Certe affermazioni comunque non ci intimidiscono ma anzi, ci spronano nel continuare nel nostro impegno nella difesa concreta del mondo del lavoro ticinese!

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