Foxtown bis: la volpe che cammina all’indietro

Immediate sono state le reazioni nei confronti della rinnovata domanda di costruzione del “Foxtown bis”; a smuovere gli animi è stato soprattutto lo studio sull’impatto ambientale che causerebbe l’apertura del centro commerciale. In sintesi, lo studio asserisce che, sebbene il progetto comporterà un aumento del traffico, non sarà l’apertura di un nuovo centro shopping a pregiudicare la qualità dell’aria già molto inquinata.

Agli occhi degli esperti, il nuovo centro commerciale inciderà quanto una goccia nell’oceano, in termini di inquinamento. Ad essere gocce nell’oceano, sono anche gli sforzi compiuti da cittadini, partiti e associazioni perché Municipi e Cantone prendano misure d’impatto in favore dell’ambiente. Gocce che fanno la differenza: enti e popolazione non smettono di lottare per cambiamenti di mentalità e abitudini che conducano ad un’evoluzione della situazione ambientale.

Negli ultimi anni, ticinesi e momò in particolare hanno rivendicato misure concrete per migliorare la qualità dell’aria, come pure la qualità della vita, inserendo zone pedonali nei centri città e desiderando la diminuzione del traffico che congestiona le nostre strade. Le conclusioni dello studio sopraccitato minimizzano i disagi sentiti da chi, in un centro trafficato e inquinato, ci vive e ci respira. Il cinismo di questo studio contrasta con gli sforzi di coloro che vogliono ristabilire la buona condizione dell’aria; cinismo che rischia di causare peggioramenti invece che miglioramenti, involuzioni al posto di evoluzioni.

Fortunatamente sono numerosi quelli che considerano il doppione del Foxtown un avvenimento portatore di nessun valore aggiunto, e nello studio in questione un atteggiamento fatalista e rassegnato, capace di condurre in una sola direzione: all’indietro anziché in avanti. Ma se la volpe cammina all’indietro, facciamoci furbi e non seguiamola.

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