Modenini: “Il mondo della gente comune lo conosco molto bene”

Buongiorno

Sono figlio di operai, che oltretutto hanno lottato per i loro diritti, quindi il mondo della gente comune lo conosco molto bene, a differenza di tanti altri, anche a sinistra, che lo descrivono senza averlo mai vissuto.

Un salario minimo di 3’500 franchi mensili lordi non è evidentemente alto per chi lo percepisce ma per diversi artigiani, commercianti e aziende che devono fare quadrare i conti e fare fronte alla concorrenza si. Per aiutare chi ha un reddito basso è stato creato lo stato sociale, finanziato in maniera importante e doverosamente anche dai più benestanti. Inoltre si dimentica che accanto al salario numerosi contratti di lavoro prevedono prestazioni extra salariali. Quando il datore di lavoro paga il 70 % del premio di cassa pensione del dipendente, quest’ultimo beneficia di un reddito disponibile aggiuntivo.

Il salario non può essere considerato la sola risposta al bisogno di reddito delle persone. E’ vero che in Ticino esiste un problema di salari bassi, soprattutto all’inizio della vita lavorativa, ma pochi hanno il coraggio di affrontare il problema anche da un altro punto di vista: la Svizzera è un’isola dai prezzi alti, troppi prodotti, servizi e prestazioni costano troppo e siccome i salari nei prossimi anni potranno crescere ben poco, è necessario ridurre i prezzi in Svizzera. Ma di questo quasi nessuno si preoccupa, sindacati compresi.

Tutti sognano un’economia fatta di imprese e società che possano pagare stipendi alti, ma la realtà è ben diversa e di questo occorre tenere conto. In Ticino ci sono molti imprenditori onesti che pagano salari corretti e che si danno da fare per mantenere i posti di lavoro. Ma il salario purtroppo è anche un costo e di questo l’azienda volenti o nolenti deve tenere conto. Inoltre non dimentichiamo che imponendo un salario minimo il datore di lavoro sarà messo sotto pressione per aumentare anche i salari di chi guadagna di più e la massa salariale complessiva non è una variabile indipendente del conto economico, alla fine dare e avere devono quadrare.

Mai una volta a sinistra e nei sindacati che si sappia anzi si voglia distinguere fra gli onesti e quelli che approfittano delle situazioni. Per la sinistra gli imprenditori sono degli sfruttatori e dei criminali e in Ticino esistono solo capannoni e aziende a basso valore aggiunto. La realtà è diversa.

Il tema del salario minimo è più complesso di quanto si voglia pensare e una soluzione pienamente soddisfacente non esiste. Se in tutti i paesi del mondo che lo conoscono il salario minimo è stato fissato attorno ai 10 euro l’ora non è tanto perché lì il costo della vita è inferiore ma perché l’esperienza ha mostrato che fissando un salario minimo a un livello più alto i primi a farne le spese sarebbero proprio le persone ai margini, i meno qualificati, i giovani e le donne. Se sono obbligato a pagare un certo salario come datore di lavoro cercherò di assumere chi è più qualificato.

Comunque la volontà popolare va rispettata e dunque il salario minimo arriverà anche in Ticino. Sarà certamente più alto di quanto si guadagna nel resto d’Europa, ma non si dimentichi che circa 2/3 dei beneficiari saranno persone che non vivono da noi.

Chi guadagna 3’500 franchi mensili lordi aggiunge sussidi e altre prestazioni e si avvicina come reddito disponibile a chi guadagna un po’ di più ma non percepisce alcun aiuto pubblico. Non è un’opinione ma un dato di fatto e siamo tutti contenti che esistano questi aiuti. Bisognerebbe anche usare correttezza nel leggere i dati a differenza di quanto si affrettano a descrivere certi blog (non questo): il numero delle persone in assistenza aumenta non solo perché i redditi stagnano bensì anche a seguito dei divorzi. In difficoltà non finiscono solo i più poveri ma pure chi ha un lavoro e guadagna 7’000 o 8’000 franchi al mese e dunque non si tratta tanto di un problema di salario basso.

Ora Consiglio di Stato e Gran Consiglio devono prendere le loro decisioni, che necessariamente dovranno essere equilibrate per tenere conto dei differenti interessi in gioco.

Ma per il futuro esiste un’unica strada: ridurre i prezzi, altrimenti il numero delle persone nel bisogno crescerà ancora di più.

Dunque si, per certi datori di lavoro un salario di 3’500 franchi mensili lordi sarà difficile da pagare, ma non perché ne approfittano ma poiché la loro azienda ha costi e ricavi che li metteranno in difficoltà.

Attendiamo dunque con impazienza i consigli di chi vuole dare il benservito a tanti artigiani con bottega, piccoli commercianti, piccole e piccolissime aziende che fanno fatica a stare sul mercato e a parole continua a dire che in Ticino abbiamo bisogno di aziende ad alto valore aggiunto ma che finora non è mai stato in grado di indicare come farle arrivare. Sempre che vogliano venirci naturalmente.

Cordialmente.

Stefano Modenini, direttore AITI

PS. Complimenti per i generosi insulti pubblicati, pensavo di trovare un blog diverso da altri.

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Nota della redazione

Caro Modenini, la ringraziamo per la sua lunga e dettagliata replica a quella che era una nostra semplice valutazione, che non affonda nei massimi sistemi ma nella vita quotidiana delle persone: 3’500 fr. mensili (lordi) in Ticino non sono troppi, al contrario di quanto da lei affermato al Quotidiano venerdì sera.

Il dibattito è ampio, e le parti in campo – sicuramente non per colpa dei lavoratori – sono distanti. Ci permettiamo semplicemente di farle qualche appunto. Sul fatto che in Svizzera i prezzi siano eccessivi sbaglia bersaglio, essendoci occupati recentemente, in maniera anche provocatoria suscitando un bel dibattito, del prezzo della frutta e della verdura presso la grande distribuzione (a volte anche proveniente dall’Olanda o dal Maghreb) e avendo ricordato come la questione sia stata sollevata pure da Johann Schneider-Ammann. Può leggere qui.

Nel pieno rispetto delle opinioni, lei scrive “Un salario minimo di 3’500 franchi mensili lordi non è evidentemente alto per chi lo percepisce ma per diversi artigiani, commercianti e aziende che devono fare quadrare i conti e fare fronte alla concorrenza sì.” Lei capirà che se al Quotidiano avesse formulato questa stessa identica frase e non l’affermazione che 3’500 fr. per il Ticino sono troppi e stop, le reazioni sarebbero state diverse. Ci sarebbe sicuramente stato chi avrebbe spinto sul tema delle condizioni dei salariati, ma il quadro sarebbe stato più chiaro.

L’altra cosa di cui ci preme scrivere in questa breve replica è che considerare l’aiuto sociale come soluzione ai problemi economici della società implica ammettere due cose: a) in questo modo una parte della nostra economia è di fatto sussidiata, alla faccia del libero mercato e della libertà imprenditoriale; b) seguendo questa logica i tagli alla spesa sociale sarebbero criminali, mentre invece – a guardare la maggioranza del Gran consiglio e del Consiglio di Stato – sono pratica diffusa.

PS: al contrario di molti altri blog, cerchiamo di essere il più attenti possibile allo spazio dei commenti. Ce ne sono sfuggiti due, che abbiamo prontamente provvisto a eliminare, come nostra abitudine e regola. Questa è la nostra politica editoriale, ben coscienti che sia una lotta improba. Chiediamo scusa.

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Commenti da Facebook

  • Allora perché si mette su un’azienda se non si possono pagare stipendi decenti? Poi la parte di contributi sociali pagati dalle aziende proviene dal nostro lavoro comunque, quindi zitto. E mi fa abbastanza ridere la ripresa finale in favore dei meno fortunati che ci rimetterebbero perché a stipendi decenti assumerebbero gente qualificata. W la qualità!

  • Stefano Modenini però dimentica di dire un paio di cose: i prezzi in Svizzera sono alti perché gli importati e i produttori fissano prezzi all’ingrosso maggiorati calcolando che da noi il potere di acquisto è superiore. Consumatori e sinistra hanno presentato già da anni proposte per rendere illegale questo supermargine, chi si è sempre opposto è economiesuisse. Quindi visto che Aiti è membro di economiesuisse, se non erro, magari potrebbe smuovere le cose dall’interno e fare in modo che finalmente anche i rappresentanti dell’economia affrontino il problema. ad esempio questa è una presa di posizione di economiesuisse contro la proposta di Prisca Birrer-Heimo di rendere illegali le maggiorazioni di prezzo in svizzera (praticamente la stessa proposta che è stata rilanciata ed è stata formata ora anche da Fabio Regazzi) http://www.economiesuisse.ch/sites/default/files/publications/2012-10-10__Fiche_Birrer-Heimo_0.pdf

  • Il tema del salario minimo è sicuramente complesso, ma resta il fatto che in Ticino il 17,3% della popolazione vive in un’economia domestica con un reddito sotto la soglia di povertà. E la soglia di povertà in svizzera è fissata Persona sola 2’088 fr
    Genitore solo con 1 figlio di meno di 14 anni 2’715 fr
    Genitore solo con 2 figli di meno di 14 anni 3’341
    2 adulti 3’13 fr ecc. quindi che ci siano persone che guadagnano 7’000 o 8’000 franchi e siano comunque in assistenza pare alquanto strano https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/popolazione/famiglie/benessere-salute.assetdetail.2631403.html

  • Inoltre dal 2010 ad oggi il Ticino è l’unica regione svizzera dove il tasso di povertà (è calcolato solo sui residenti, i frontalieri non sono presi in conto) è aumentato invece di diminuire. Adesso siamo al 17,3%, oltre 10 punti percentuali sopra la media nazionale

  • i salari mediani ticinesi sono oltre 1’000 franchi inferiori quelli svizzeri e dal 2008 al 2014 i salari mediani sono calati in 7 sezioni economiche su 17

  • dal 2011 ad oggi il numero delle persone in assistenza è raddoppiato per effetto dei disoccupati non dei divorziati. Attualmente circa il 50% degli adulti in assistenza è disoccupato e un altro 25% circa è occupato ma con un salario insufficiente

  • dal 2008 al 2014 il numero della aziende in Ticino è quasi raddoppiato passando da 20’410 a 37’500, segno che il cantone ha condizioni favorevoli per chi vuole fare impresa… o che sono tutti fessi quelli che sono venuti in Ticino a fare impresa con ‘ste condizioni proibitive che gli imponiamo.

    • Non dico piu niente. Sommerso da logica e dati.

    • e ancora… son rimasta sul succinto! Quando dice che la massa salariale è una e che il salario minimo avrà conseguenza per tutti? Ma lo sappiamo noi, per quello sono state lanciate iniziative per ridurre i megasalari dei manager come 1:12 o Minder, indovina chi era contrario? I salari di merda vanno bene, quelli da sultano del brunei pure…

    • Gigia Porta Nel contesto piccole e medie aziende la massa salariale ha sicuramente un certo peso. Penso in particolare a piccole aziende di 7 o 8 persone nelle quali il titolare ha più rischi che remunerazione. Cmq penso che il problema non siano tanto i piccoli artigiani, bensì un certo tipo di ditta. Il discorso dei prezzi lascia un po’ il tempo che trova. I prezzi nel resto della Svizzera sono ancora più elevati che in Ticino, come mai si possono fare ? Forse perchè la gente ha più soldi da spendere ? Come la mettiamo con le attività dove vengono pagati salari da fame, ma vengono praticati prezzi svizzeri ? Che i salari siano un costo è logico, ma nelle ditte ad alto contenuto tecnologico sono anche un investimento. Il know-how si paga e porta valore aggiunto alla ditta medesima. Su un punto dò ragione a Modenini: con un salario minimo i solito furbi potrebbero ridurre salari che oggi sono più elevati. Infine complimenti per la documentazione tutto molto interessamente.

    • i soliti furbi hanno già ridotto i salati, anche senza salario minimo. Però c’è una differenza: con il salario minimo da 3’500 franchi, sarà illegale offrire meno. Oggi invece girano salari infami del tutto legali

    • Gigia Porta Certo. Quello che intendevo è che ci vorrebbero più contratti collettivi seri.

  • Conosce molto bene il mondo della gente comune. Gradirei perciò mi spiegasse come poter far fronte alle spese che questa società impone affinchè una famiglia, e soprattutto i figli, possano evitare di vivere di stenti e sentirsi perciò degli emarginati con cifre inferiori a quanto proposto.

  • Che viva con 3’500.- al mese per 3 anni!

  • La beneficienza è finita, la smettano di attaccarsi alla mammella dello stato, siamo noi lo stato, non so se vi è chiaro che disoccupati e persone in assistenza che non riescono a vivere perché non trovano lavoro a salari adeguati o perlomeno degni, li paghiamo ancora noi, siamo sempre noi che dobbiamo assicurargli sussidi, per chi? Per cosa? Per azionisti o per tornaconto personale, per personaggi che ci vengono anche a dire come dobbiamo e con quanto dobbiamo vivere? Stendo un velo pietoso sui divorziati e sulle donne, imbarazzante ed inqualificabile, ma soprattutto non veritiero

  • “La realtà è diversa”. Facciamola breve. Il clou di tutto questo lungo e… commovente panegirico sta in questa frase.
    Sì, la realtà è diversa.
    Molto diversa, se sei in disoccupazione, se sei in assistenza, se ti hanno sostituito con una frontaliera, se sul contratto c’è scritto 2’500 e poi te ne danno 1’000 e devi stare zitta, se ti pagano uno stipendio da fame, se non hai trovato il tuo primo posto di lavoro e ti stai iscrivendo al tuo secondo apprendistato, ma anche lì, di posti per apprendisti non ce ne più…
    LA REALTÀ È DIVERSA. E a me piacerebbe sentire la voce di chi vive la REALTÀ DIVERSA e non ha mai nessuno spazio per poterla raccontare, piuttosto di ritrovarmi il dir. di AITI (senz’offesa!), ANCHE sul GAS, in virtù di una qualche ridicola par condicio, come se il suddetto non avesse abbastanza luoghi mediatici per ribadire, ribattere, replicare sempre la stessa solfa … Perché una cosa è certa! Oramai qui la par condicio è stata gettata alle ortiche da un pezzo e il Ticino si divide in quelli che stanno (ancora) bene e chi non ci sta (già) più.
    Aspetto le prossime puntate del Gas con i senzavoce locali…

  • Effettivamente mi sfugge il motivo per cui uno debba tirar su una ditta senza poi pagare dignitosamente i dipendenti e ricorrere a stratagemmi di ogni tipo. Nessuno ti obbliga.

  • Modenini, vai all’estero a montare quella ferraglia di tapparelle del tuo socio e fatti pagare 7.50fr/h, così non lo metti in difficoltà economica . Basta che vi togliete dai coglioni. Perché siete la rovina dell’economia Svizzera. E se non ti piace il mio commento, telefonami che così ti canto il resto.

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