La natura solidale della riforma PV2020

Molti lavoratori a tempo parziale, raggiungendo un salario inferiore a 21’150 frs annui, si vedono negato l’accesso al 2° pilastro. Di conseguenza, il 1° pilastro diventa la principale fonte di guadagno di numerosi pensionati e pensionate. Approvata dal Parlamento, la riforma PV2020 intende migliorare la situazione economica degli ex lavoratori aventi, come unico reddito di vecchiaia, il 1° pilastro. Con l’incremento dello 0,3 % delle deduzioni salariali, la metà del quale verrà coperta dal datore di lavoro, le rendite individuali aumenteranno di 840 frs annui.

Per rinforzare gli averi di vecchiaia degli assicurati appartenenti alla categoria a basso salario -costituita per 2/3 da donne e comprendente salari annui tra 21’150 frs e 55’000 frs-, la riforma intende agire sul 2° pilastro sottoponendo alla previdenza professionale una parte maggiore del salario. Tagli e manovre compensative fanno dei lavoratori e delle lavoratrici a tempo parziale o a reddito basso i primi beneficiari della riforma, mentre le fasce di reddito alto saranno soggette ad un innalzamento solo lieve della propria assicurazione vecchiaia.

Al fine di coprire i costi legati al rafforzamento dei pilastri, la riforma propone di armonizzare a 65 anni l’età pensionabile di uomini e donne. Considerate le disparità salariali tra i generi, non stupiscono le voci contrarie all’aumento dell’età pensionabile delle donne eppure, ostacolare la riforma PV 2020 non muove passi verso le pari opportunità. Essa si prefigge di diminuire lo scarto delle rendite pensionistiche tra uomini e donne attenuando il gender pension gap conseguente alle disparità salariali vissute in età lavorativa.

Con la riforma, la previdenza per la vecchiaia vuole confermarsi quale cemento per la buona coesione sociale conferendo maggiore sicurezza ai lavoratori e alle lavoratrici, specialmente se a tempo parziale o a reddito basso.

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Commenti da Facebook

  • I tagli alle pensioni sono consistenti…

    Le misure compensative briciole…

    Parità uomo/donna: illusoria, finché non si agisca sui salari (-18% al momento).

    NO, grazie!

  • Ottimo articolo antonia. molta gente ragiona come se si fosse in un soviet e la sinistra potesse fare quello che vuole. non è perfetta questa riforma, ma è buon compromesso. alla sinistra pura e nobile bisogna chiedere: meglio questo o lo sfascio di avs o plr e udc che fanno una riforma pronta a cancellare lo stato sociale?

  • Non ho ben capito come le fasce più deboli potranno benificiare. Per coloro che non hanno un secondo pilastro il discorso regge, considerato l’aumento di chf 840. Se qualcuno deve vivere di sola AVS dovrà ricorrere in qualsiasi caso alla prestazione complementare. Per gli altri di fatto ci sarà una riduzione dello 0.8% per ogni 100’000 chf di capitale. Per i primi 100’000 resta la compesazione tramite i chf 840. Poi di fatto resta una perdita di chf 800 per ogni 100’000 di capitale e questo malgrado l’aumento dei contributi (che vuol anche dire di fatto una riduzione del salario). Di conseguenza saranno coloro con un salario medio basso a soffrire di più. Chi ha un salario alto si vedrà aumentare il capitale considerato l’aumento dei contributi e in caso di mal parata potrà ritirarlo se valuterà di poter vivere con lo stesso. La diminuzione delle rendite significa anche una riduzione delle entrate a livello di imposte e un maggior rischio di casi di complementare. Se si vuole definire la riforma un passo necessario e il male minore passi, ma venderla come miglioramento mi sembra eccessivo.

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