La Scuola Svizzera di Milano ha un handicap

La Svizzera all’estero è sicuramente rinomata per un sacco di qualità che vanno dalla qualità dei prodotti esportati, all’alto livello tecnologico che sappiamo apportare, al grado d’istruzione dei nostri specialisti in vari campi. Anche l’istruzione quindi rientra tra le peculiarità per cui la Svizzera è, diciamocelo, famosa in tutto il mondo. Ben diciotto sono le scuole svizzere all’estero. La più vicina a noi è la Scuola Svizzera di Milano, che però da qualche tempo è nell’occhio del ciclone per il nuovo regolamento, che ha fatto sobbalzare anche una certa Lega. No, non quella del Nord, manco la nostra, ma la Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha). Infatti tra le righe del documento incriminato si può leggere:

Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, Adhs, Sindrome di Asperger, autismo e disturbi comportamentali”.

Non solo la Ledha, ma anche la onlus #vorreiprendereiltreno di Iacopo Melio, che abbiamo intervistato qualche tempo fa, si sta occupando della questione., alquanto imbarazzante e preoccupante.

Luca Corabi De Marchi, presidente della Scuola Svizzera, difende la scelta puntando sulla qualità dell’insegnamento, di alto livello e per di più multilingue, inadatto, secondo lui, a persone con disturbi. In Italia però esiste una legge sulla inclusione scolastica che vieta le discriminazioni di ogni tipo e dimostra che si cresce meglio tutti insieme, ognuno con le sue differenze. A questo però il Sig. Corabi de Marchi sembra non dar molto peso, fatto sta che ancora una volta il made in Switzerland viene bollato come xenofobo ed elitario. Con una norma del genere nella rinomata Scuola Svizzera di Milano personalità del calibro di Albert Einstein, Winston Churchill, Walt Disney e Mozart sarebbero esclusi, non meritevoli neanche di provarci. L’arrampicata sugli specchi però il presidente la compie tirando il ballo la schiettezza della cultura protestante, da cui trae origine la Scuola Svizzera. Sbaglio o la Svizzera è da almeno 170 anni pluralista sotto l’aspetto religioso? Ci sono Cantoni protestanti, ma pure cattolici, poi ci sono i calvinisti, gli evangelici, gli ebrei. Non è carino tirare in ballo la religione e gli aspetti culturali solo quando ci fa comodo, non è rispettoso, per nessuno.

E vorremmo fermarci qua. Ma non si può, perché il Consiglio della scuola, non pago, nel regolamento aggiunge anche: “Essendo l’edificio su più livelli, privo di ascensore, non è altresì una scuola adatta a studenti con gravi handicap motori”. Anche per i ragazzi in carrozzina, quindi, è sconsigliata l’iscrizione. Forse la Direzione prenderà in considerazione la possibilità di fornire la scuola di un ascensore. La struttura è degli anni Venti, e ci pare che non solo la struttura sia rimasta ferma lì.

La Svizzera è famosa in tutto il mondo anche per aver dato i natali ad organizzazioni come la Croce Rossa Internazionale, per essere sempre stato un paese impegnato per la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, tra cui quello dell’istruzione. Siam fieri di essere svizzeri anche per questo.

Siamo una Nazione nata per la volontà di aiutarsi reciprocamente l’un l’altro e, davanti a delle difficoltà, non si sarebbe lasciato indietro nessuno. E così è stato fino ad oggi. Non ci meritiamo biglietti da visita del genere sparsi per il mondo.

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Commenti da Facebook

  • Marco Lurati

    In Ticino le classi speciali sono separate dalle altre per una ragione: le difficoltà di apprendimento dei ragazzi che le frequentano e che non riuscirebbero a seguire il programma standard.
    Non bisogna per forza trovare discriminazione ovunque.

    • Alberto

      Nell’aretratissima e ignorantissima italia i bambini portatori di handicap sono seguiti da insegnanti di sostegno ed integrati nelle classi dei normodotati. Cosi’ i normodotati possono capire il valore dell’inclusione e delle differenze e i portatori di handicap non sentirsi degli esclusi sociali.
      Cosi’ magari qualcuno riesce a considerare “una persona” chiunque abbia degli handicap fisici o di altro tipo senza considerarlo un fenomeno da baraccone.

  • Mi ricorda tanto un certo tipo di inquietante selezione.

  • Credo che sia un problema di non facile soluzione. Si fa presto a sentenziare e a legiferare a per poi etichettare allegramente

  • “Essendo la Scuola Svizzera impegnativa e multilingue, non è ottimale per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, quali: dislessia, discalculia, Adhs, Sindrome di Asperger, autismo e disturbi comportamentali”.

  • Il mondo non è fatto di gente perfetta e tutta uguale. E prima lo si impara, prima si potrà crescere senza pregiudizi e si potrà investire in un futuro emotivo globale che porta al rispetto incondizionato per l’altro. Solo così il mondo può andare avanti. E il confrontarsi con gente diversa dovrebbe diventare una regola fissa nella scuola e nell’educazione di ogni essere umano, non l’eccezione. È questa la vera lingua da imparare!

  • Che l’ha frequentata me l’ha descritta come un lager

  • 30 bambini per classe sono tantini…

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