L’arroganza delle ARL

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La puzza di bruciato si sentiva subito da distante, ci ricordava infatti una vertenza simile che aveva coinvolto il DECS in merito agli appalti per le mense scolastiche della ditta Comida, che al pari delle ARL urlava al tradimento.

La statalizzazione delle mense aveva portato allo Stato un risparmio di 300’000 franchi annui con addirittura una mensa in più e migliore qualità del cibo offerto ai ragazzi. Diremmo oggi che l’operazione del DECS è stata un successo, visto che aveva fatto risparmiare i ticinesi dando loro un servizio migliore.

 Oggi sono le ARL a salire sulle barricate: probabilmente vedendo il movimento di popolo che aveva seguito gli scioperanti della Società di Navigazione (che avevano invece tutte le ragioni per protestare), sono entrate nella logica del “chi più strilla più guadagna”.

Anche perché inveire contro Bertoli sembra quasi una specie di sport nazionale. Ricordiamo pertanto che sì, il trasporto allievi è materia del DECS di Bertoli, mentre quello di linea è del DT di Zali, che sembra anche lui orientato al risparmio, essendo a tutti gli effetti alcune tratte stranamente molto onerose.

 Ma vediamo, togliendo tutti gli orpelli e giungendo al sodo, di che si tratta.

 I trasporti scolastici vengono pagati, a suon di milioni, dal Cantone. Il Cantone siamo noi.

  1.  Lo Stato, per poter indire un concorso, aveva dato regolare disdetta alle ARL il 26 ottobre 2016. Un anno fa! E che cacchio hanno fatto nel frattempo le ARL?
  2. L’appalto per il trasporto degli allievi di Pregassona è stato poi messo a pubblico concorso.
  3.  Nella gara d’appalto è richiesto, giustamente, che le aziende che hanno un partenariato con lo Stato abbiano dei contratti collettivi. È una (giusta) misura peraltro decisa anche dal Parlamento ticinese per tutelare il lavoro, dando seguito alla mozione di Guidicelli e Jelmini (senza però, guarda un po’!, il voto leghista dei noss gent). Però il Mattino di ieri titola: “Bertoli e la guerra dei bus”. Se Bertoli fa una guerra è per tutelare il lavoro e i lavoratori. Ci domandiamo invece dov’era la Lega quando il Parlamento votava questa misura di protezione.
  4. ARL non ha un Contratto Collettivo. Dunque non poteva partecipare al bando.
  5. ARL si lamenta dicendo che segue le direttive nazionali. Queste però si occupano solo delle regolamentazioni salariali, non vi è nessun accenno riguardo vacanze, congedi,  o protezione del licenziamento, ecc. E poi poco importa: un Tribunale ha deciso che il bando doveva contemplare la norma del Contratto Collettivo e questo ha fatto il DECS.

E stamane le ARL, non paghe, hanno contrastato il regolare trasporto degli allievi, che facevano capo ai bus sostitutivi, con metodi minacciosi, affiggendo cartelli che proibivano a terzi di usare i piazzali di sosta e presenziando comunque creando confusione presso l’utenza. Per non parlare della ridicola querela al ministro Bertoli che non fa che applicare le direttive del Parlamento.

Aggiungiamo le assurde dichiarazioni dell’avvocato leghista Petrini, dirigente delle ARL che accusa Zali,  il suo stesso ministro di “socialismo” e che spara a zero sui sindacati: “non vogliamo sindacalisti in azienda”. Certo, meglio farsi i propri porci comodi.

 In tutto questo, ci sembra veramente fuori luogo quest’arroganza da rivoluzionari da operetta, minacciando di non concedere le fermate o di attuare ugualmente il servizio in barba alla scelta del DECS. Se le ARL hanno i requisiti è una cosa, tutto il resto sono chiacchiere. Non si può richiedere trasparenza, come nel caso ARGO 1, e poi lamentarsi quando lo stato questa trasparenza la attua con rigore.

 

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