L’inchiesta per post razzisti è solo il primo passo

Di Jacopo Scarinci

La notizia delle due donne indagate per post beceri e razzisti pubblicati su Facebook riguardo alla triste vicenda della ragazza eritrea morta a Bellinzona qualche tempo fa conforta. Indagate, non condannate: è presto per festeggiare il ritorno alla vittoria della decenza sulla crudeltà e l’analfabetismo funzionale. Ma è un primo passo, che è nato dalla segnalazione di tante persone. Per questo conforta. Ma non solo.

Con l’apertura di questa inchiesta si mettono un po’ di puntini sulle i. Innanzitutto si crea un precedente: chiunque darà libero sfogo alla propria ignoranza sul web sa che potrà essere indagato. Ma, ancor più importante, è la dimostrazione che mettere fine all’anarchia e al sentirsi sopra ogni legge presenti in larga parte dei social network è possibile. Perché queste due donne indagate o buona parte di chi commenta i link dei portali d’informazione – o meglio: quelli che non moderano i commenti, cosa complicata, ma che ad esempio Gas fa – non oserebbero mai e poi mai ripetere quanto scrivono in piazza? Perché finora sul web ha sempre vinto l’impunità, la sensazione di poter dire tranquillamente ogni bestialità che passa per la testa. Il web come luogo senza legge, di libertà non voltairiana ma cassa di risonanza di prevaricazione, odio, razzismo, becerume vario, ha stancato.

Chi fa informazione, soprattutto chi la fa sul web, deve però iniziare a mettersi in discussione: i comportamenti di buona parte degli utenti sono degenerati anche perché pochi, pochissimi hanno avuto il coraggio, la forza e la voglia di mettere dei paletti. È inutile lamentarsi dei commenti da denuncia senza chiedersi perché quei commenti abbiano trovato spazio, perché non siano stati cancellati e i loro autori bannati.

Se a un quotidiano arrivasse una lettera piena di insulti beceri e razzisti, quella lettera non verrebbe pubblicata. Perché, quindi, buona parte delle pagine Facebook dei giornali e dei portali accetta nei commenti tanto odio e tanti insulti?

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