“Mancanza d’integrazione”

Percorso dello Yoga nel Gambarogno… arrivare affamato e assetato in cima al Hotel Sass da Grüm (ristorante pure, con una bella terrazza) perché prima di iniziare lo yoga c’hai 30 minuti di salita! Certo accessibilità anche per i bambini, ma insomma… ignoranza mia magari che non leggo bene le spiegazioni, e vabbè.

Comunque arrivi e la cameriera ti vede e scappa via! Stiamo ad aspettare, suoniamo la campana e eccola di nuovo. Parla SOLO tedesco (ah sì la solita storia, trita e ritrita che mi faccio da 20 anni quando vado nelle zone turistiche tra Locarno e il Gambarogno). Io con i miei bambini siamo assetati, chiediamo se possiamo bere qualcosa e fare un pò di merenda… no, non si può. Come non si può? No non si può… chiedo allora almeno un pezzetto di pane (un misero tozzo di pane perché i miei avevano fame), no non ce l’hanno (cucina aperta e visibile). E sti cazzi… insisto. Irremovibile, con mia figlia che la guarda con occhi affamati. In qualsiasi parte del mondo avrebbero dato un pezzo di pane a dei bambini, solo per simpatia. Niente, solo nein nein nein, un nervoso… e per non farmi rifiutare almeno un bicchiere d’acqua del rubinetto non mi sono messa ad insultarla.

Niente, a me sta cose mi fanno incazzare, eppure son mezza svizzera tedesca pure io. O magari è solo quella signora che è limitata, però essere in Ticino e non parlare una sola parola di italiano, mi pare proprio una mancanza di integrazione. Se penso a tutte quelle donne migranti, che fanno di tutto per imparare l’italiano mi dico che spesso avere la pancia troppo piena ti fa perdere di vista il senso delle cose… Percorso dello Yoga, che se lo facciano gli svizzeri tedeschi. Amen.

Elena Toppi Conelli

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