Robbiani, non siamo all’asilo

Quello che ha detto Ada Marra è talmente lapalissiano che ci potrebbe arrivare chiunque: non esiste una sola Svizzera, ma ne esistono tante, come sono tante le culture, le tradizioni e i valori di chi ci abita essendoci nato o arrivato per i casi della vita. Un inno al federalismo, alla salvaguardia delle differenze, delle lingue nazionali, dei costumi, un inno all’accoglienza: se arrivi qui e rispetti tutto questo, un giorno sarai svizzero anche tu perché questa è e sarà anche casa tua.

Un concetto lapalissiano, si diceva, ma che deve fare i conti con la sensazione che, ultimamente, leggere e comprendere testi scritti sia diventata impresa improba. E se sugli urlatori del web è giusto non contare più di tanto, almeno sugli eletti, sui rappresentati del popolo uno deve poterlo fare. E invece no, con la Lega dei Ticinesi va buca anche lì. Massimiliano Robbiani, infatti, pare non conoscere vacanza dal suo collezionare figuracce pubbliche. Senza leggere né capire minimamente il senso delle dichiarazioni di Marra, Robbiani si esibisce in un commento da vero statista agli insulti ricevuti dalla consigliera nazionale: “Sono stati gentili… io ti direi di peggio… e che goduria dirti così non mi puoi neppure denunciare…” Manca solo un “gne gne gne” e la reazione da bambino dell’asilo è servita.

Mai come oggi serve dibattito pubblico, discussione sulle sfide del nostro tempo, conoscenza – vera – dei problemi. La Lega, con in questo caso Robbiani ma ormai è consuetudine, mostra di non essere al livello di poterlo sostenere, né condurre. Ed è con sempre più sicurezza che ormai si comprende come non gli interessi minimamente. L’importante è farsi votare. Da chi, e perché, conta zero.

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