Salari svizzeri anche per il Ticino

Appena dopo la pubblicazione della sentenza del Tribunale federale sul salario minimo nel Cantone di Neuchâtel, applicabile anche all’iniziativa Salviamo il lavoro in Ticino, il Presidente e il Direttore dell’Associazione Industrie Ticinesi (AITI) sono prontamente partiti all’attacco. È paradossale la mancanza di volontà di entrambi di impegnarsi per fissare un salario minimo veramente dignitoso in Ticino. E per dignitoso si intende quel salario che permette ai cittadini di vivere senza l’aiuto dello Stato, come hanno stabilito i giudici federali. Per denigrare i sostenitori del salario minimo, le scuse sono variegate ma ritrite: i frontalieri tornano ad essere utili per fare campagna, come già due anni fa in occasione del voto; chi chiede l’introduzione di un salario minimo dignitoso viene additato per chi dipinge tutti  gli imprenditori ticinesi come approfittatori e criminali.

La realtà è che in Ticino ci sono tantissimi imprenditori onesti che lottano tutti i giorni per mantenere le dignitose condizioni salariali dei loro impiegati e che si devono confrontare con la concorrenza sleale di aziende dello stesso ramo che sottopagano i lavoratori e sostituiscono la manodopera residente con frontalieri pagati meno.

La realtà è che offerte di lavoro a 2’500 – 3’000 fr. lordi e anche meno le vediamo fin troppo spesso in Ticino. Chi riuscirebbe a vivere autonomamente con un salario simile in Ticino? La risposta ai lettori.

La sentenza del Tribunale federale è valida per tutto il territorio nazionale, Ticino compreso, ed è molto chiara: il salario minimo non lede la libertà economica, serve anche per combattere, in modo generale, contro la povertà e contro il fenomeno del “working poor” e a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori.

A questo serve anche un salario minimo: ad avere una società più sana, dove i lavoratori non debbano fare capo allo Stato per arrivare a fine mese, serve a proteggerli dal dumping e dallo sfruttamento da parte degli imprenditori disonesti. Evidentemente non è la soluzione a tutti i problemi ma sarà un enorme passo avanti, paragonabile almeno alle prestazioni sociali di base.

Mi auguro che la parte sana dell’economia, insieme alla politica e i partner sociali, inizino a disegnare per il Ticino un futuro economico e sociale per tutti, senza privilegi per i pochi che se ne approfittano.

È ora che anche in Ticino si introducano salari svizzeri e che si inizi a tener conto anche della gente che vive in questo Cantone, non solo del profitto economico di pochi.

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