Staffetta 4×100, nel rosso(crociato) dipinto di nero

I molti ignoranti (americani specialmente) che confondono Switzerland con Sweden o Swaziland, dopo aver visto la finale della 4×100 femminile ai mondiali di Londra ci hanno capito meno di prima: tolta la prima frazionista le altre si confondevano con le afro-americane, la caraibiche e le inglesi di origine africana. I più vispi, un’infima minoranza, sono entrati in rete e la confusione è aumentata: passi per Sarah, ma Mujinga, Salomé e Ajla? E neanche una bionda? Neanche una Vreneli o una Heidi? Non c’è più religione.

Proprio nel giorno in cui il Ku Klux Klan ringalluzzito dall’elezione di Trump si schiera con la feccia fascista e nazista, la “White Supremacy”, la supremazia bianca sparisce anche fra le alte vette elvetiche? Per fortuna c’è la Del Ponte, un nome noto a livello internazionale. L’ultima dei Visi Pallidi rossocrociati? Poco ci manca, 3 su 4 con radici africane… siamo già al 75%. Ma anche questa, di Losone, non poteva avere un altro nome? Immaginiamo cosa potrebbe essere successo. Rösti (nomen omen) non fidandosi degli UDC ticinesi ha chiamato Quadri, ideologo senza sì e senza ma della Tessiner White Supremacy e gli ha chiesto: ma Ajla è un nome ticinese? Quadri ha risposto con un profondo sospiro. I due si sono accordati per il lancio di un referendum: ogni staffetta rossocrociata deve avere almeno il  50% di razza bianca! Ohibò: passi per i calciatori che sono noti mercenari, ma l’atletica, primo sport olimpico, no e poi no.

Il fatto è che i due non sanno da che parte cominciare. Le quattro sono studentesse universitarie e parlano perfettamente “schwytzerdütsch”. Mujinga, figlia della bernese Ruth e del congolese Suphuka potrebbe spiegare la differenza fra une mela “Berner Rose” e una “Freiherr von Berlepsch” al mercato di Ostermundingen; Salomé Kora ha il cognome di una specie di arpa del Benin di cui è originario il padre che ha sposato una Myrta di Arnegg nel canton San Gallo, studia alla Paedagogische Hochschule di San Gallo; Sarah Atcho studia relazioni internazionali e non poteva essere altrimenti: ha il padre della Costa d’Avorio e la madre marocchina, un’animista della foresta tropicale e una musulmana, brrr…

Le quattro sembrano non essere minimamente interessate a questi aspetti: sono frisch-froh, frei, fresche, gaie, libere. Il padre della ginnastica Guts-Muths aggiungeva pie, ma non è il caso di approfondire, il concetto è talmente mutato mutatis mutandis… Insomma, una bella gatta da pelare per Rösti e Quadri.

Un miscuglio di razze mica da poco. E andare da un professore di antropologia? Quello, serio come un paracarro, professorale proprio come un professore ha detto che il quesito era di facile soluzione: le quattro, da come corrono, parlano, si atteggiano, fanno parte senza dubbio della specie umana.

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Commenti da Facebook

  • Nello sport l’accettazione è sempre stata maggiore. Si tratta di persone integrate, impegnate e fiere di rappresentare la Svizzera che ha permesso loro di sviluppare i propri talenti.

  • La Svizzera ha permesso di esprimere i propri talenti?? E già perché se fossero state nel paese di origine, il loro talento sarebbe sparito?!? Io mi vergogno di questo modo ipocrita di pensare di molti ticinesi. Ci si dimentica d’essere razzisti, solo quando lo straniero brutto sporco e cattivo, ci può dare qualcosa per sentirci orgogliosi.

  • tutti i mondiali di atletica trasmessi in TV sono stati esempio di condivisione e accettazione di tutti i colori, di tutte le etnie dell’essere umano. Queste ore di diretta televisiva andrebbero mostrate continuamente nelle scuole.

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