Che c’entra la Civica con l’ora di religione?

Di Redazione

Non bastava il fatto che il primo firmatario dell’iniziativa sulla Civica abbia l’abitudine di mettere annunci per raccogliere firme dietro pagamento; non bastava il fatto che i politici schierati con lui abbiano il passatempo di chiamare le istituzioni “governicchio”, “parlamenticchio”, “sette bambela” e di proporre iniziative inapplicabili perché non sanno nemmeno cosa sia il diritto superiore; non bastava il fatto che i proponenti siano da decenni lontani dalle aule scolastiche e non abbiano la minima idea di cosa stiano parlando; non bastava il fatto che se un professore spiega a un avvocato come fare il suo lavoro riderebbe il mondo ma se è un avvocato a spiegare a un docente come lavorare allora è un “contributo”. Non bastava tutto questo, non poteva bastare se in mezzo c’è Michele Guerra.

Il Nostro è riuscito nell’impresa titanica di farsi beccare nell’antitesi di ogni concetto di educazione Civica: lo scambio. Il Comitato per il No all’iniziativa di Siccardi ha infatti svelato stamattina di essere in possesso di una mail che Guerra ha spedito a due preti, chiedendo tra le righe – ma neanche troppo – sostegno alla propria iniziativa. Assicurando cosa? Che l’approvazione della Lex Siccardi aprirebbe la pista “all’introduzione del famoso modello misto nell’ambito dell’educazione religiosa”, mentre se a vincere fosse il No la situazione sarebbe problematica visto che della cosa se ne occupano “Bertoli e funzionari”. Insomma, votate e fate votare quest’iniziativa per mettere in salvo l’ora di religione.

Michele Guerra, beccato, ha replicato interpellato da Ticinonews. Il problema però è che la toppa è stata peggiore del buco: “ho mandato questa mail unicamente a due amici di famiglia che per scelta loro sono preti (altro che mondo cattolico!) con cui parliamo regolarmente di politica, religione e società”. Proviamo a credergli. Ma se ha scritto a due amici di famiglia, perché Siccardi, sempre interpellato da Ticinonews, ha affermato che si è sentito di “rassicurare il Vescovo”?

Ogni giorno che passa è sempre più chiara quale sia la concezione di Civica dei promotori di questa iniziativa. Promotori che non hanno la minima idea di come funzioni la scuola, di che lavoro sia fare il docente, e che non hanno alcun titolo per discettare di temi più grandi di loro. “Ofelè fa el to mestè”, dice un noto proverbio. Ecco, prima di lanciarsi sulla Civica è meglio che lorsignori partano dalle basi: la saggezza popolare.

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