Ehi, ma davvero oggi si vota in Germania?

Di Jacopo Scarinci

Ricordiamo le grancasse prima delle elezioni anticipate britanniche con la Brexit in ballo, prima delle presidenziali francesi con il pericolo Le Pen e l’astro nascente Macron, o anche prima del referendum costituzionale in Italia che ha decretato la fine del governo di Renzi. Toni accesi, dibattiti a livello europeo, giornali che non scrivevano d’altro. Ecco: oggi si vota in Germania, e qualcuno se l’è giustamente perso.

Effettivamente un’elezione dove la cosa più interessante è vedere chi arriva terzo e se Angela Merkel governerà con i socialdemocratici o in coalizione con liberali e verdi di attenzione ne cattura poca. I dibattiti televisivi tra la Cancelliera e il suo rivale socialista, Martin Schultz, sono stati più uno spettacolo di intrattenimento che una battaglia. Schultz nel primo “scontro” ha provato ad attaccarla parlando di questioni sociali e migratorie, Merkel gli ha risposto con molta semplicità che in Germania la disoccupazione non è mai stata così bassa, la produzione industriale non è mai stata così alta e che sì, ripeterebbe l’annuncio della politica delle porte aperte ai migranti. Una democristiana che dà lezioni alla sinistra sui temi bastione della sinistra è chiaro che si avvii a sicura riconferma.

Il vero contendere sarà con quale misura Angela Merkel si confermerà unico argine in Europa ai populismi e all’estremismo di destra. La Germania è il solo paese, vuoi per anticorpi post Seconda guerra mondiale vuoi per classe dirigente molto più preparata rispetto alle altre, dove la protesta non ha attecchito. Perché si sta bene, sì. Ma soprattutto perché Angela Merkel è stata guida sicura e ispira, da ormai 12 anni, fiducia ai tedeschi. Interessante, tra poche ore, sarà vedere con che percentuali.

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