Germano Mattei, dopo i lupi ce la prendiamo anche con gli omosessuali?

Germano Mattei, granconsigliere di Montagna Viva, deve aver deciso di allargare il raggio d’azione delle sue battaglie: dopo i lupi, di cui propone l’abbattimento un giorno si e l’altro pure, ora tocca anche agli omosessuali. Commentando sul proprio profilo Facebook la vicenda di Daniele Caverzasio, di cui ci siamo già occupati, Mattei dimostra di essere un uomo all’antica, attaccato ai vecchi valori di un tempo: sarà per questo che per lui “cü, checche e drogadi” (per citare le parole del granconsigliere) sono un problema grasso, nel 2017, una dimostrazione che il mondo va all’inverso.

Al di là del condannare gli atteggiamenti omofobi di uno che siede in Gran Consiglio ed è pagato anche con i soldi degli omosessuali che tanto denigra, ci sarebbe da ricordare al sciur Mattei che, se a lui piace tanto l’ordine “naturale” delle cose, allora il suddetto ordine prevederebbe che i lupi dovrebbero essere i padroni indisturbati delle valli che Montagna Viva tanto difende. Così, tanto per dirne una.

Ci chiediamo se Mattei voglia trattare omosessuali e drogati come i suddetti lupi, ovvero sparando loro a vista: di sicuro c’è che se si vuole attaccare Caverzasio per la sua vicenda, farlo attraverso affermazioni omofobe e bersagliarlo in quanto omosessuale è quanto di più retrogrado e becero ci possa essere, e dimostra ulteriormente lo scadimento del dibattito politico nel nostro Cantone. Se invece del suo compagno, o presunto tale, si fosse trattato della moglie o della fidanzata di Caverzasio, a cui va tutta la mia personale solidarietà al di là di tutta questa storia,  il problema, nel caso in questione, si sarebbe posto ugualmente.

Se al signor Germano Mattei, invece, interessa tanto chi si porta a letto chi, suggeriamo di considerare l’ipotesi di rimanere nelle sue vallate e di ricrearvi il suo mondo perfetto, senza “cü,checche e drogadi”, evitandosi il disturbo di scendere fino a Bellinzona a occupare un posto di governo pagato con i nostri soldi per poi rendersi protagonista di certe sparate. Ma si sa, se si parla di sparare e sparate, reali o metaforiche, Montagna Viva non si fa problemi, a quanto pare.

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