Guerra, Siccardi e le loro ossessioni

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Michele Guerra, lo sappiamo ormai tutti, ha cercato di attizzare il furor sacro dei suoi amici sacerdoti, consigliando loro di fare propaganda per l’ora di civica e promettendo la difesa della religione nelle scuole (leggi qui). Difesa inutile, visto che non c’è nessun disegno parlamentare per abolirla, e al parlamento compete la questione, non a Bertoli. Ma quella di Guerra per la religione è una guerra (ci si conceda il bisticcio) che va avanti da tempo. Novello crociato, Michele è da sempre un fautore della religione nelle scuole. Già nel 2014, col linguaggio standard per deficienti sul Mattino, esponeva il suo gentile dissenso all’ora delle religioni:

“Un’ora che in un Cantone con tradizioni cristiane vorrebbe fra le altre cose catapultare nella scuola pubblica l’insegnamento delle dottrine e della storia dell’Islam! Uella! Dando lo stesso spazio a cristianesimo, ebraismo ed islam, quando islam ed ebraismo in Ticino contano meno del 2%. Uella! Il tema è sensibile perché tocca le radici del nostro Cantone, dei nostri vecchi. Radici indebolite da anni di dominio del radicalume/socialista, pronto a calpestare le proprie tradizioni pur di non urtare gli immigrati di altre religioni, musulmani in primis. Minoranze che dovrebbero adattarsi se qui vogliono stare e che non vengono certo urtate da quella che per noi è la cultura locale.”

Tra un uella e l’altro, vediamo un Michele Guerra decisamente incarognito, e non gli è ancora passata. Un tizio così sarebbe imbarazzante anche tra le fila del PPD, che col cristianesimo ci azzecca di più della Lega. Ma nell’occhio del ciclone non c’è solo il piccolo Guerra, ma anche il Paperon de Paperoni dell’UDC, la cassaforte ambulante dei democentristi Alberto Siccardi, che si scaglia anche lui sui perfidi docenti e sulla fallieruopa.

“Non voglio arrivare a quanto ha detto Giudici, però parte dei docenti sono una corporazione, difendono lo status quo perché hanno paura del cambiamento. (…) tendenzialmente il gruppo degli insegnanti, perché sono di sinistra, sono anche europeisti, lo sappiamo…”

Ecco. 5000 insegnanti in Ticino sono tutti di sinistra. Ovvio. Ci si domanda come mai al potere ci sia la destra. Devono insegnare decisamente male quando cercano di indottrinare i nostri bambini. Il mantra alla fine, per far passare l’iniziativa, non è che si insegni meglio la civica (come vorrebbero tutti peraltro), ma arginare la presunta marea rossa che imperversa nelle nostre scuole. Che siano i ticinesi a decidere se questa è la verità o la farneticazione di persone annebbiate da battaglie ideologiche e paranoidi.

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