Il Deep Web: Viaggio negli abissi della Rete

Si sente spesso parlare di “Deep Web”, o “DarkNet”, ovvero quella zona oscura della Rete che celerebbe chissà quali segreti e loschi traffici: ma di cosa si parla esattamente quando ci si riferisce a questo spazio virtuale?

Per Deep Web in generale si intende tutta quella parte del web costituita da siti che non sono indicizzati da Google e che quindi non sono facilmente raggiungibili a meno di non conoscerne l’indirizzo esatto, ma che non richiedono l’utilizzo di software particolari: ad esempio le chat private di Facebook, o un forum chiuso. La DarkNet, cioè il vero “lato oscuro del Web” è una parte del Deep Web che costituisce una vera e propria Rete sovrapposta al classico WWW, che per essere raggiunta necessita di software particolari. Lo strumento più utilizzato è TOR, ovvero un browser sostanzialmente uguale a Firefox ma che rende possibile accedere a questa parte del Web in modo totalmente anonimizzato: in pratica, mentre siete seduti al vostro pc a Lugano, chiunque cerchi di rintracciarvi arriverà ad un indirizzo IP in Cambogia o giù di lì.

Cosa c’è nella DarkNet? Di tutto, comprese, e forse soprattutto, attività illegali, dall’acquisto di armi e droga allo scambio di carte di credito clonate, fino alla triste realtà della pedofilia; ma c’è anche molto materiale totalmente legale, siti web considerati illegali in Paesi a corto di democrazia, documenti segreti, libri in consultazione gratuita, e tanto altro.

Oggi, per il GAS, ho aperto il mio Tor Browser, e utilizzando alcuni dei motori di ricerca più comuni per la DarkNet (quindi niente Google, ovviamente), i cui indirizzi potete reperire facilmente in Rete, ho fatto un po’ un giro, e questo è il resoconto della mia discesa negli abissi del Web.

N.B. quanto sotto riportato è pubblicato semplicemente a fini informativi e divulgativi, senza nessuna intenzione di istigare a compiere nessun atto illegale. L’autore non si assume la responsabilità dell’uso che i lettori possono fare delle informazioni contenute in questo articolo; per precauzione non rivelerò i nomi dei siti visitati.

Come primo passo, mi metto nei panni del fattone di turno, e cerco la cosa più ovvia: droga. Basta una ricerca come su Google e si ha accesso ad un numero innumerevole di siti, la maggior parte dei quali vende diverse varietà di marijuana e prodotti a base di canapa, saponi, oli, persino supposte! L’acquisto sembra alquanto semplice, come un normale e-commerce, con pagamento in Bitcoin, ovvero la moneta elettronica del web che permette acquisti anonimi. Se uno cerca qualcosa di più tosto, basta cliccare qua e là, e voilà, cocaina, speed, metanfetamina, persino eroina, per non parlare dei legalissimi Viagra, Valium e psicofarmaci vari a portata di clic e senza alcuna ricetta medica, un immenso mercato della droga sommerso, condotto da semplici utenti e accessibile da qualsiasi parte del mondo.

Decido che le droghe non fanno per me, e mi chiedo: e se qualcuno volesse acquistare un’arma saltando tutte le procedure riguardo porto d’arma, licenze e registrazioni varie? Basta una ricerca su uno dei motori di ricerca del Deep Web (in inglese), un clic su uno qualsiasi dei risultati e si arriva ad un sito che per il “modico” prezzo di 600 Euro vende una pistola perfettamente funzionante, una Walther PPK calibro 7,65, con munizioni acquistabili con 40 euro in più; se invece si punta ad emulare l’ispettore Callaghan, con 1200 euro circa è possibile procurarsi una 44 magnum Desert Eagle, come quelle dei film ma realmente letale. Il tutto, ribadiamolo, senza alcun permesso, come il sito stesso proclama nel suo slogan.

Ma sono un tipo pacifico, e passo oltre nel mio giretto sul Deep Web, e penso: e se domani volessi mollare tutto e tutti e rifarmi una nuova identità? Ancora una volta la Darknet viene in mio aiuto, e con qualche click scovo un sito che vende passaporti carte di identità, licenze di guida e altri documenti falsi per diversi Paesi, dall’Australia agli USA, comprese anche Italia e, ahimè, Svizzera: secondo i proprietari del sito, i documenti sono perfettamente uguali agli originali, ed è possibile in alcuni casi clonare un documento esistente sostituendo la foto dell’acquirente. Il costo? Fra i 400 e i 900 euro, a seconda del Paese e di quali documenti si desiderano, con un tempo di spedizione fra i 2 e i 5 giorni, e sconti per acquisti multipli.

E se, invece di ricorrere alla violenza, di affogare le mie tristezze nella droga o rendermi irreperibile per sempre, decidessi di fare uno “scherzetto” a qualcuno che mi sta particolarmente antipatico stando comodamente seduto a casa? Semplice: un hacker professionista violerà il profilo Facebook o la casella e-mail del mio peggior nemico fornendomi le sue credenziali di accesso, o, con cifre più alte, egli dichiara di poter causare serissimi guai finanziari o giudiziari al suddetto nemico.

Bene, a questo punto con poco meno di 2000 franchi io, come chiunque, potrei decidere di avviare una fiorente carriera criminale: ma siccome sono un semplice e innocuo smanettone, decido ovviamente di andare a sbirciare (solo sbirciare!) la categoria più gettonata sul web, ovvero il mondo dell’hard. E qui, cari lettori, si entra su un terreno un po’ scabroso, a tratti adatto solo a stomaci forti: il Deep Web è, infatti, il regno dove ogni perversione e deviazione sessuale trova libero sfogo dietro la (quasi) totale sicurezza dell’anonimato. Ci sono siti, tanti siti, dedicati alla pedofilia, anche se in calo grazie all’opera dei gestori dei motori di ricerca e della comunità hacker che quotidianamente attacca e distrugge diversi siti, tanto che esistono diversi forum di Pedo Hunter, ovvero cacciatori di pedofili; ma c’è anche altro, dai siti che dichiarano di offrire i famosi snuff movies, ovvero video di stupri e torture reali (ma la cui reale esistenza è ancora messa in dubbio), zoofilia, siti con ricatti sessuali, foto rubate a celebrità, e via dicendo.

Concludo il mio giretto sul Deep Web visitando il Facebook della Darknet, ovvero Blackbook, e un motore di ricerca particolare, ParaZite, che permette di rendere quasi “ludica” l’esperienza sulla Darknet dando la possibilità di essere indirizzati a un sito a caso, ed ecco le cose più bizzarre e interessanti che ho trovato:

  • Un americano che mette all’asta il suo voto alle elezioni presidenziali dichiarando di votare per il candidato su cui vengono puntati più bitcoin;
  • Un sito in italiano in cui vengono pubblicate le foto dei poliziotti infiltrati per controllare e far degenerare le manifestazioni al fine di riconoscerli;
  • Una specie di Wikileaks giapponese
  • Un tizio che dichiarava di vendere guanti in pelle umana

Qualche appunto in conclusione di questa passeggiatina nel lato oscuro del Web: a meno che non vogliate costruirvi una carriera criminale, o che siate dei veri pervertiti, il Deep Wep una volta visitato può essere una vera delusione per chi si aspetta di scovare chissà quali segreti e complotti nascosti. Tenete inoltre presente che l’anonimato che Tor dichiara di garantire ai suoi utilizzatori esso è stato più volte messo in dubbio da diverse ricerche, e che a prescindere basta un errore, un clic sbagliato per essere rintracciati o, bene che vi vada, ritrovarvi tutti i vostri file criptati con una richiesta di riscatto per riaverli indietro. Quindi, se non siete mediamente consci di quello che fate, evitate di fare qualcosa di stupido: don’t try this at home!

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