Il derby a Teleticino, quello vero si gioca altrove

Di Libano Zanolari

Pagare per vedere in tv il derby a “Derbyland”, il paese del derby? Non c’è più religione. Governo ladro. Sarebbe come togliere l’ossigeno, anzi, come comperare in esclusiva i diritti sull’aria che respiriamo, metterla in confezioni di “cellophane” e venderla al supermercato. Prima o poi ci arriveremo sul serio, qualche multinazionale lo farà. Per il momento i pescecani del libero mercato comprano solo merci e prodotti vari, ma ci lasciano respirare liberamente (free) l’aria da loro stessi inquinata.

Da un po’ di tempo si sono gettati avidi sullo sport, il dolce oppiaceo dei tempi. Prima se ne occupavano le tv pubbliche che pagavano i diritti con il canone dei telespettatori. Poi i più furbi (si fa per dire) hanno cominciato a contestare: “io voglio vedere la mia squadra tutte le volte che gioca”. Come no, te la do io la tua squadra, sulla free-tv: tv libera a pagamento. Non paludata come quella di Stato che deve tener conto di tutto e di tutti. Viva la tv libera, come quella del  “Berlusca” che rimpicciolisce le mutande alle ballerine, fa vedere i muscoli dei maschi, i canti e i balli e quintali di sport! Sì, ma chi paga? E qui entrano in scena altri furbi: le leghe, i detentori dei diritti sul prodotto, calcio o hockey che sia. Vendiamo a una free-tv, pay-per-view, e incassiamo molto di più! Pagare per vedere? Ma come. Ma io pago già il canone pubblico! E allora non lo pago più: abbasso la Billag! Sì, ma quanto paghi per vedere il derby via cavo? Non molto, dai Coo, coo, coo, la gallina alla quale si vuol tirare il collo, spargendo un po’ di grano nel pollaio, si fa avanti…

Senza derby non si vive, manca il respiro. Pazienza, lo vediamo su UPC, bravi questi americani, pensano a tutto. E la SSR-RSI che piglia i nostri soldi e ci nega il piacere del puck? Perché non hanno scucito i due milioncini del pacchetto hockey? Dobbiamo occuparci anche di auto, moto, sci ecc, ci ricattano, costano sempre di più, e non si può di certo aumentare il canone – dicono a Berna e a Comano. E i detentori dei diritti? I padroni dell’hockey in questo caso? A furbastro, furbastro e mezzo! Io vendo a chi mi da 35 milioni l’anno da dividere fra tutte le squadre, molto di più di quanto dà la SSR. E chi  non può pagare? Tranquilli, alla fine la voglia di derby vince, il dolce oppio ha il suo prezzo. E pigliamo due piccioni con una fava: più soldi, e piste stracolme.

Ma la lotta fra i furbi non finisce qui. Ecco il botto, il colpo di scena: il derby sin vedrà anche in chiaro, su TeleTicino. Ohibò: ma  Lombardi che fa il “fra cercott” per salvare l’Ambri Piotta e fare lo stadio, anche con soldi pubblici, dove li trova i due milioncini? Nessuno parla di cifre, mettiamo che sia anche solo un milioncino, ma insomma… “Berlüsca”, se ci sei batti un colpo. Ed ecco che il mitico si materializza per via interposta nella persona di Marcello Foa, suo ex braccio destro che in questi affari ci sguazza per esperienza. Il CEO del Corriere del Ticino, arrivato (mandato?) nella Repubblica della “Lombardia Esterna” a miracol mostrare, orgoglioso annuncia in pompa magna che il derby è di tutti! Un regalo al popolo ticinese! Si ma chi paga? – chiede dall’oltretomba l’illustre luganese d’adozione Totò. E soprattutto quanto paga e da dove arrivano i soldi. Con la grande trasparenza caratteristica della nostra democrazia, quien sabe? Non si sa, nemmeno un cip.

L’unica cosa che sappiamo è che proprio da noi è cominciata la grande battaglia per smantellare la TV pubblica, per farà diventare la Svizzera un’appendice di Canale 5, un’appendice del “Berlusca”. Balli, canti, culi, tette, bimbi che rischiano di morire cadendo dal seggiolone, gatti che defecano dentro la tazza del wc, e, dimenticavamo, puck e palloni a go go. Altro che la tv pubblica comunista, quella che fa vedere i bambini che frugano nelle montagne d’immondizia, quelli che a 7 anni sono già sottoterra nelle miniere, o le bambine che a 10 anni vengono rinchiuse nei capannoni del Bangladesh a un dollaro e 20 centesimi al giorno per permettere ai grandi della moda europea di  vederci i loro straccetti rotti sulla ginocchia a 150 fr. il pezzo.

Sino a quanto lo spettabile pubblico si accorgerà che il più furbo non era stato lui…

 

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