Il dito di Dadò e la luna di Argo1

Di Recondit

Come al solito appena si può sparare sul personaggio pubblico tutto il resto sparisce. È quanto sta succedendo con la vicenda Argo1.

Il capogruppo pipidino ha cenato gratis? Casini infiniti. E intanto passa quasi sotto silenzio il vero nocciolo della questione. Ora, siamo d’accordo: Fiorenzo Dadò ha sicuramente commesso una leggerezza. Poteva e doveva verificare chi, come e -soprattutto- perché aveva sborsato quei 150 franchi. Ma il vero problema non sono i 150 franchi. Siamo seri: alzi la mano chi pensa che Dadò si faccia corrompere. Per 150 franchi, poi. No: la questione non è Dadò. La questione è che un’azienda quantomeno discutibile che da anni aveva un incarico diretto altrettanto quantomeno discutibile dal Cantone, ha prenotato una vacanza e chiesto sconti per una funzionaria che lavorava per l’ufficio preposto ad assegnare quell’incarico. Al momento non ci sono elementi per sostenere che il fatto che quella funzionaria sia anche la fidanzata di Fiorenzo Dadò abbia una vera importanza. Ma che una funzionaria cantonale avesse con Argo1 rapporti stretti al punto da usarla come agenzia di viaggio ce l’ha di sicuro. Non ha rilevanza penale? Echissenefrega. Non è una cosa normale, né accettabile. E non deve passare in secondo piano rispetto al tiro al bersaglio grosso.

Perché poi rischia di saltar fuori che il bersaglio grosso era solo uno specchietto per le allodole. E nel frattempo su quello che è lo scandalo vero sarà stata gettata qualche tonnellata di sabbia.

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