La macchina del fango a senso unico

Di Corrado Mordasini

Facciamo nostre le suggestioni di alcuni internauti che si interrogano su un articolo di Liberatv che difende, anche giustamente, Daniele Caverzasio, capogruppo della Lega, dagli attacchi immotivati in seguito ai fatti di cui è stato protagonista.  Leggiamo il sommario dell’articolo di Marco Bazzi:

Daniele Caverzasio, l’uomo, il politico, la sofferenza, la macchina del fango… Un caso emblematico che ci impone di riflettere sul valore del RISPETTO. Questa è la lezione che dobbiamo imparare tutti. In particolare coloro che, ancora oggi, insultano, irridono e denigrano gli avversari…

Caverzasio non va sacrificato sull’altare della vendetta contro chi – la Lega e alcuni suoi esponenti – ha seminato in questi anni odio e veleno in nome del consenso. Abbiamo bisogno di recuperare il valore del rispetto per le persone. Qualsiasi cosa facciano, dicano o pensino. Abbiamo bisogno di farlo sul piano politico e su quello della nostra vita quotidiana

Le parole di Bazzi stupiscono favorevolmente, il giornalista di Liberatv prosegue:

Una riflessione che, se verrà accolta da coloro a cui è rivolta, potrebbe tradursi in una piccola lezione di civiltà e di democrazia.

Perché oggi in questa micro repubblica nella quale viviamo abbiamo tanto bisogno di recuperare i valori della civiltà e della democrazia.”

Esatto. È proprio quello che dall’altra parte si dice da vent’anni, dopo valanghe di putridume versate da certi leghisti su questo Cantone. Peccato, davvero peccato che Bazzi, nel suo panegirico, non parli di Ada Marra la “vacca immonda”, di Lisa Bosia, quella che doveva “scoparsi i negri che difendeva”, o di Natalia Ferrara, minacciata ripetutamente ti scopiamo finché non ti passa la voglia di rompere i coglioni alla Lega”.

Per Bazzi, Caverzasio è un uomo che soffre. Vero, come soffrono tutti quelli che si sono visti massacrare ogni domenica dal Mattino e poi sui social, spesso e volentieri anche dai commenti sulle pagine di granconsiglieri o ministri leghisti.

Bazzi ha ragione da vendere, dovrebbe però anche ricordare che, se io sparo a qualcuno, è vittima chiunque si prenda la mia pallottola a prescindere dall’area politica. Caverzasio è stato davvero irriso e dileggiato? Non sappiamo, in fondo i fatti ascrittigli sono reali. E contro di lui si è mossa, a tutti gli effetti, meno melma di quella che ha colpito, per esempio Lisa Bosia.

Ora i leghisti si accorgono che a giocare sporco a un certo punto gli altri si stufano, e si tolgono i guanti. E qui si va fino in fondo o si chiede una tregua. Certo ora è difficile. Venticinque anni di degrado del clima politico dovuto alla Lega e l’avvento dei social network non rendono facile ritornare sui propri passi. A smettere per primi dovrebbero essere coloro che della provocazione fine a se stessa hanno fatto uno spot elettorale, ma dubitiamo che, visto il successo, siano disposti a recedere.

La cosa in triste in fondo è che a pagare il prezzo di anni di porcherie leghiste, come dice Bazzi, sia una persona che in fondo ha avuto sempre un profilo moderato e non ha mai insultato né deriso nessuno.

Si chiamano danni collaterali, danni di chi spara col bazooka e in fondo se ne frega se le schegge colpiscono sia i nemici che gli amici.

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