L’arroganza di Pelli sui docenti

In un recente articolo comparso sul Corriere del Ticino si è parlato, è il tema caldo, di civica. Tra le altre, immancabile l’opinione di Fulvio Pelli, grande burattinaio PLR:

“Questa pesante opposizione di una sorta di establishment scolastico mi lascia perplesso e mi infastidisce. Sembra quasi proibito proporre un metodo d’insegnamento diverso. E forse una parte dell’opposizione va ricondotta proprio alla difficoltà nell’insegnare la civica. Anche per questa ragione ritengo necessari degli specifici corsi per i docenti”.

Che Fulvio Pelli viaggiasse a 20 centimetri da terra guardando noi mortali come noccioli di ciliegia sputati sul selciato già si sapeva. Sembra quasi il Marchese Del Grillo, interpretato dall’ impareggiabile Alberto Sordi con la sua famosa frase rivolta alla plebe: “perché io so’ io, e voi non siete un c***o”.

Pelli si sente infastidito perché i docenti dicono la loro su una questione che li implica da vicino. Pelli parla di establishment, rubando alla retorica trumpiana e grillina un termine che suona spregiativo quanto “casta”, usato invece dalla Lega. Sembra davvero che prendersela coi docenti e sminuirli sia, per una certa destra, una questione di principio. Quanto poi i nostri figli possano rispettare dei docenti che vengono continuamente sbertucciati, è una domanda che certa gente che reclama sempre dovrebbe porsi.

Anche a noi Pelli dà un sacco fastidio, soprattutto con quell’aria da ancien régime, e ci domandiamo piuttosto quanto sia pertinente la sua di opinione, visto che ha a che fare con la scuola quanto il Marchese del Grillo col popolino. Ben vengano i docenti che discutono, che si confrontano e che ci raccontano come dovrebbe essere la scuola. Scuola che può migliorare solo ascoltando chi dal basso ha qualcosa da dire e non con lezioni calate dall’alto da gente che l’ultima aula l’ha vista 40 anni fa.

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Commenti da Facebook

  • Hanno qualcosa da dire? Si, come con la BUONA SCUOLA? Quella non è stata calata dall’alto?

  • Me ne ricorderò la prossima volta che verrà toccato qualche altro tema. Solo chi lo “tocca da vicino ha diritto di esprimersi”. Me lo sono appuntato.

    • Anche a me. Per questo motivo rimprovero l’articolo che fa esattamente questo discorso.

    • Rampazzi, un impiegato andrebbe da un elettricista a spiegargli come rifare l’impianto elettrico? Un ingegnere insegna al calzolaio come riparargli la scarpa? Un calciatore va da un architetto a dar consigli su come fare un ponte? La risposta è sempre no. Ecco perché fa semplicemente ridere, e preoccupare, quanta gente vuole insegnare ai docenti (dopo anni di Dfa e anni di lavoro) a svolgere la propria professione. Dall’alto di cosa, poi, non si sa.

    • Neuenschwander, la democrazia funziona in modo leggermente differente. Avere opinioni è diritto di tutti, ed ascoltare è obbligo morale di tutti. Non si tratta di insegnare come fare il lavoro, bensì di esprimere un’opinione su come il lavoro andrebbe fatto. Se seguissi la tua linea, facendo direzione lavori, sarei una bella statuina che fissa le persone. Invece il mio lavoro consiste precisamente nel dare indicazioni su come vanno fatte le cose, nel rispetto della professionalità (e dell’umanità) di ciascuno. Se seguissi la tua logica pedissequamente potrei affermare che solo coloro i quali lavorano come indipendenti e hanno ditta possono esprimersi in merito alla tassazione delle imprese. Non mi pare sia così e non è un male.

    • E non si tratta di insegnare ai docenti come fare la loro professione. Il fatto che questo sia il pensiero la dice lunga su quanto ideologizzato sia questo dibattito e la votazione che sembra prevedere “vincitori e vinti”. Si tratta però di esprimere un’opinione su “quante finestre deve avere la casa” non certo insegnare a chi le costruisce come deve fare il suo lavoro. E il fatto che i docenti ritengano, spero non tutti ma certo quelli che corrispondono alla tua descrizione, pregiudizialmente scorretto esprimersi sui contenuti della scuola è, francamente, imbarazzante. Il mio pensiero personale? Ho visto, pubblicato sul giornale, l’estratto dell’esame di storia inerente argomenti di civica. Sono rimasto allibito dal fatto che è un esame a crocette all’americana. Questo, più che non l’ora o meno di civica, mi ha preoccupato. Finisco con una domanda: perché no all’ora di civica? Perché non è necessaria? Eppure altre materie lo sono. La fisica è una materia, la chimica pure, la storia e la geografia vanno separare o unite? Sono opinioni. Trovo arrogante e ingiusto non ascoltarle e confrontarsi in modo sereno.

    • La differenza tra i nostri pensieri è semplice. Mia figlia va alle medie, e io ascolto i suoi professori, il suo direttore, i plenum. So che la civica mia figlia la studia in storia, in italiano, anche in geo. E quindi voto no. Perchè ascolto chi è competente e chi fa questo tutti i giorni. Non Pelli, avvocato di Siccardi e nel cda di Medacta.

    • Io non ho figli. Ma sono convinto del pensiero libero. Cerco di capire tutte le posizioni, compresa quella dei docenti, ma cerco anche di vedere se c’è del merito nelle opinioni di altri. Rilevo, da entrambe le parti (sottolineo, da entrambe le parti), un dispendio economico notevolissimo per un referendum su un’ora di lezione. Comunque sono sempre interessato a dibattiti intelligenti e argomentati, soprattutto con persone che vivono la realtà. La mia opinione è che la civica è importantissima. La conoscenza del sistema su cui si basa il nostro ma anche altri stati permette, a mio avviso, una migliore comprensione di certe dinamiche. Vedo nella civica una risorsa importante, non di indottrinamento, ma di confronto tra i vari sistemi (penso per esempio a “come funziona (rispettivamente NON HA FUNZIONATO) l’elezione del presidente USA). Dopodiché ritengo che la storia sia troppo “eurocentrica”. Magari qualche accenno alla guerra civile americana, alla rivoluzione maoista o alla fine del colonialismo in Asia e Africa andrebbe fatta in modo più approfondito. Ma sono 20 anni che non frequento le aule e sarò quindi felice di sentirmi dire che queste cose vengono trattate. Buona serata a lei e a tutti.

  • Invece che sproloquiare sui docenti, il sciur Pelli avrebbe dovuto occuparsi di quell’impiegato di Banca Stato, pizzicato in quel di Milano a cazzeggiare DURANTE l’orario di lavoro. Ma forse gli si era scaricata la batteria del cervello…

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