Nucleare coreano, di cosa parliamo?

Il recente esperimento nucleare coreano, l’ennesimo, e la conseguente condanna dell’ONU, l’ennesima, portano a ragionare su quello che sono gli arsenali nucleari in ballo in questo conflitto non dichiarato, vestigia della guerra fredda che si trascina dagli anni ‘50. Gli americani, prima di abbandonare una Corea divisa in due, lasciarono 35’000 uomini sul terreno, ma questa è storia.

Sia chiaro che non intendiamo intraprendere un trattato storico, ma solamente fare alcune considerazioni che sono interessanti per capire un po’ meglio di cosa stiamo parlando quando alludiamo alla minaccia nucleare coreana.

I fatti. Esperimento coreano, la notizia: i coreani testano una bomba che ha cinque volte la potenza di quelle di Hiroshima e Nagasaki. Terremoto di 6,3 gradi e via così.

Il nucleare dal 1945 ne ha fatta di strada. Sono passati 70 anni e la tecnologia è evoluta un pochino. Cominciamo a capire come si quantifica la potenza di un ordigno nucleare. Non è difficile, si paragona a delle tonnellate di TNT: un kilotone, 1’000 tonnellate di TNT. Un megatone: un milione di tonnellate di TNT (semplifichiamo per evitare complicate formule su calore e kilojoule). Per esempio, la bomba di Hiroshima equivaleva a 13/18 kilotoni. Per logica, quella coreana 5 volte più potente, dovrebbe arrivare a 65/90 kilotoni. Ma siamo nell’ambito dei giochi per bambini. Infatti roba così al giorno d’oggi equivale a un petardo del Primo d’agosto. Già negli anni ‘50 la prima bomba all’idrogeno testata dagli USA sprigionava 10’400 kilotoni. Più di mille volte la bombetta di Hiroshima. Passano due anni, 1954, Castle Bravo, un dispositivo termonucleare sprigiona 15’000 kilotoni, e già qui fatichiamo a comprendere la capacità distruttiva di ordigni di questa portata. Ma non è finita. Gli anni passano e la tecnologia migliora continuamente (per modo di dire). Nel 1961 i russi testano la famosa Zar, che ha una potenza di 50’000 kilotoni. Testata nell’arcipelago di Novaja Zemilja ha avuto effetti devastanti sull’isola.

Questo per dire che, ovviamente, se fossimo dei giapponesi o dei coreani del sud non saremmo molto sereni, ma a tutti gli effetti la tecnologia in mano ai nordcoreani sembra più un grosso bluff che una reale minaccia per il mondo. Non condividiamo le farneticazioni comuniste sulla povera Corea del Nord e sui cattivi statunitensi. Qui non si salva nessuno. Vero è che la storia rischia di ripetersi, come quando, per la Guerra del Golfo, si parlava dell’Iraq come dell’esercito più agguerrito e devastante del Medioriente e delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, poi dimostratesi inesistenti, come di una minaccia letale per l’Occidente.

Quando la Cina volterà la testa dall’altra parte, possiamo stare certi che dei Nord Coreani, se attueranno la minaccia nucleare, non resterà che polvere.

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