Petrini cala le braghe con Bertoli

Tutti si ricorderanno del pasticcio che ha coinvolto le ARL, soprattutto per quanto riguarda il suo direttore Curzio Bernasconi e il membro di CdA Enea Petrini (in forza alla Lega). Urla, strepiti, denunce, minacce… e il tutto rientrato come un temporale estivo. Bernasconi se n’è andato in pensione, anche perché aveva 68 anni e il regolamento delle strutture pubbliche e parapubbliche prevede il pensionamento a 65 anni. Si vede che le ARL erano un piccolo reame che si dava statuti suoi. Il suo gregario, Enea Petrini, avvocato, non si limitava agli schiamazzi, ma addirittura accusava Bertoli di favorire gli amici.

 “Pensare di esser governati da gente simile, mette veramente tristezza. Ma per fortuna le bugie hanno le gambe corte. Come i suoi ricatti morali.” Così scriveva Petrini. Di quali bugie parlasse, a giorni dal tafferuglio, non ci è dato sapere. Ma Petrini andava più in là, insinuando torbide connessioni.

“E scommetti che sarà a prendere il posto delle ARL una ditta diretta da un membro del PS? …. allora denuncia penale, anche se è un Ministro. Però ciò che mi più mi dispiace, come leghista, è che il tutto è frutto della triste sete di vendetta dai DUE ministri socialisti,I Bertoli e Zali, finora bacchettati dall’ufficio federale dei trasporti”.

Sete di vendetta? Diciamolo chiaro. Zali e Bertoli si sono accorti che il cantone spende un po’ tanti soldi per certe tratte, e hanno voluto verificare. Questo dà un fastidio boia a Petrini e Bernasconi. Ma Petrini infieriva ulteriormente:

 “Ora il TRAM ha concesso effetto sospensivo ma cosa ha fatto Bertoli? Ha assegnato l’appalto ad un amico con mandato diretto.”

In questi giorni, Bertoli scrive a Petrini e Petrini tira i remi in barca:

“Condivido con Bertoli la necessità di tornare a rapporti più cordiali e proficui”

Ma perché Petrini, tutto d’un colpo torna a più miti consigli? Perché Bertoli gli scrive e gli dice paro paro: o ritiri le cavolate che hai detto o non se ne parla. Petrini, con un volo pindarico da grande equilibrista, riesce a chiedere scusa a Bertoli facendo credere che è ancora lui a fargli un piacere per il bene delle ARL.

“Ora il Consigliere Bertoli, ritenuto che, come apparso nella stampa di ieri, ho affermato che tra ARL e il Cantone è necessario ritornare a rapporti più proficui e cordiali, cosa da lui condivisa, mi comunica con una lettera molto cordiale che “senza una sua ritrattazione pubblica delle falsità sopra riportate, almeno per quanto mi riguarda, questa prospettiva è piuttosto difficile”. Per facilitare il prospettato cambiamento di clima, do quindi seguito immediatamente e con piacere, con questa nota pubblicata su FB, a quanto richiestomi dal Consigliere Bertoli, confidando che la questione possa ritenersi definitivamente chiusa e che ora si possa lavorare con serenità nell’interesse di tutti”.

Le solite considerazioni vanno fatte. Petrini ha insinuato che Bertoli desse gli apalti a un amico. Sei avvocato, lo sai che o hai le prove o stai zitto. Lui no, spara le sue cavolate e poi, torna sui suoi passi. Dunque, detto in parole povere, l’avvocato Petrini non aveva nessuna prova di ciò che asseriva e sapeva che Bertoli, lui sì questa volta, avrebbe potuto sporgere denuncia nei suoi confronti. E adesso fa il finto figo: “do quindi seguito immediatamente e con piacere, con questa nota”…” ora si possa lavorare con serenità nell’interesse di tutti”.

E la denuncia penale al ministro per perturbazione del traffico? Che fine ha fatto? Di questa storia resta solo la terribile sensazione di una pagliacciata vergognosa che il governo ha dovuto subire (Zali compreso) per l’arroganza di chi crede di poter gestire una società che riceve soldi dallo stato come se fosse un suo feudo. Siamo perciò felici che Bernasconi e Petrini siano stati ridimensionati nella loro arroganza, e se fosse per noi, ma purtroppo non è così, non si piglierebbero più nemmeno un mandato dallo stato.

E ci fa piacere che Petrini abbia accusato Zali di essere socialista. Perché così è plateale a tutti che chi non fa i porci interessi di Petrini è un “socialista”. Come dicevamo, e siamo gentili, una vera pagliacciata.

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