Quanto sono costati i derby a Teleticino?

Di Redazione

Un gruppetto di eroi senza macchia e senza paura che sconfigge la corazzata RSI. I pirati di Melide contro gli ammiragli di Comano. Il lieto fine con Davide che umilia Golia quando ormai non ce lo aspettavamo più. Ma che bella storia. Ma che mucchio di balle!

Il derby è stato ceduto da UPC Cablecom al gruppo che controlla Teleticino per tre soldi e una cicca rifiutando un’offerta molto più grande (oltre il doppio) fatta dalla televisione pubblica. Perché? UPC è improvvisamente stata sopraffatta dalla generosità; una botta di altruismo a favore dei poveri bao del Ticino? Una dimostrazione che il privato piccolo ed efficiente batte il pubblico grosso e oneroso? Non proprio.

UPC ha venduto il derby a Teleticino a 25’000 franchi a partita. Si è passati quindi dal 1’800’000 franchi chiesti alla SSR ai soli 125’000 chiesti a Teleticino. Un regalo, insomma. Ma perché?

UPC Cablecom è uno dei cinque azionisti di Teleticino di cui detiene il 9,09% del valore azionario. In pratica la società americana ha trovato il modo di vendere il derby a sé stessa, dopo aver preso in giro la tv pubblica e i ticinesi tutti.

Congratulazioni a Teleticino e una nota finale. Anche i ragazzi di Melide ricevono soldi pubblici, oltre che tramite l’azionariato in cui sono presenti azionisti pubblici, uno su tutti Banca Stato (con il 23% di azioni) anche naturalmente tramite una quota parte importante del canone radio tv, la tanto vituperata Billag insomma. Facendo finta di niente intascano milioni di franchi all’anno. E ogni giorno che passa scherzano con il fuoco. Se dovesse vincere la No Billag i collaboratori di Teleticino resterebbero a terra. Non è un problema per il ragazzo ricco Pelli, ma per gli altri sì. Forse Foa pensa di poter rastrellare pubblicità sul mercato ticinese liberato dalla scomparsa della SSR. Ma anche per lui se va male, come andrebbe indubbiamente, c’è sempre la possibilità di tornarsene da dove è venuto.

Per noi che invece siamo qui e viviamo qui ci sarebbe un futuro in mano a personaggi come quelli di UPC. Americani, tedeschi, colossi internazionali. Prima i nostri? Un par di palle!

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