Quei simpatici rebus neonazisti

Di Andrea Stephani

Mentre sui social non si è ancora placata l’ultima, sterile polemica sui famigerati “Moretti” (o “Mohrenkopf” nella versione originale) sollevata dal fantozziano “Comitato contro i dolci razzisti” (sic), spulciando uno dei tre quotidiani nostrani (per quelli che, come me, ancora lo fanno), il lettore attento avrà la dubbia fortuna di imbattersi in un’altra perla tragicomica e surreale, a metà strada tra razzismo e superficialità.

Di cosa stiamo scrivendo? Ma di quei simpatici rebus neonazisti che fanno bella mostra di sé sull’ultima pagina del GdP! Accanto alle classiche parole crociate e ai più moderni sudoku, gli enigmi illustrati pubblicati dal Giornale del Popolo sembra usciti direttamente dagli anni ’30 e, pare quasi, arrivando alla soluzione, che si rivolgano principalmente a suprematisti bianchi o affiliati al Ku Klux Klan.

Perché? Un esempio vale più di mille parole. In una vignetta di qualche mese fa, una donna (bionda e bianca) regge un libro con il titolo “La capanna dello …”; accanto al disegno, sulla sinistra, le lettere “FUN” e, sulla destra, un verme appeso ad un amo e le lettere “TT”.

Soluzione (8, 9): “FUN zio negro TT esca” = FUNZIONE GROTTESCA. Aspetta, come come come? Zio negro?!? Non è possibile, deve esserci un errore. L’edizione del giorno dopo e la pubblicazione della soluzione corretta cancelleranno sicuramente ogni dubbio. Appunto. Funzione grottesca. C.v.d. …

Un caso isolato? Nossignore. A qualche mese di distanza, ecco il bis: “NE” sopra una scala di sasso, “G” sopra una donna con il pugno alzato che strattona un bambino. Soluzione (5, 2, 7): “NE gradini G eria” = NEGRA DI NIGERIA. Wow! Credo che l’unico a poter pronunciare questa frase senza provare almeno un leggero imbarazzo potrebbe forse essere Leonardo Di Caprio nei panni di Calvin J. Candie, lo schiavista sudista di Django Unchained di Tarantino…

E non c’è due senza tre. Rullo di tamburi e gran finale: alcune donne piegate verso il basso raccolgono delle piante (cotone?) e le lettere “GRI”. Soluzione (6, 5): “stan chine GRI” = STANCHI NEGRI.

Ora, nessuno accusa i redattori del GdP di essere razzisti e neppure di esprimersi ancora in questi termini, però, un occhio ai contenuti del materiale di archivio (ma di quale archivio stiamo parlando? Quello della fanzine del KKK?) magari andrebbe dato. Così come sarebbe un atto dovuto rimuovere questi squallidi rebus dalle pagine del giornale di proprietà della Curia.

Anche perché, per dirla tutta, a volte queste “interpretazioni” sono fuorvianti e pure sbagliate. Tornando infatti al primo esempio citato, il titolo del libro di Harriet Beecher Stowe è “La capanna dello zio Tom”, non dello “zio negro”. E funzioTo Mttesca non vuole dire proprio un cazzo.

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