Un bravo schiavo di casa

Di Corrado Mordasini

Io amo Quentin Tarantino e amo i suoi film. Il suo penultimo è stato Django Unchained, una potentissima storia di libertà e schiavitù. I protagonisti che ci interessano sono Django (interpretato da Jamie Foxx), schiavo fuggiasco in cerca di vendetta e Stephen, il maggiordomo (l’attore feticcio di Tarantino, Samuel Jackson) del perfido Candie, un servo talmente fedele al padrone da rinnegare la sua provenienza, diventando addirittura l’antagonista crudele di Django.

Due schiavi, due africani, uno contro l’altro. Uno che anela a dignità, vendetta e libertà, l’altro perfettamente incistato in un sistema razzista che lo coccola come un bravo cane da guardia garantendogli tutti i privilegi del caso.

Tony Iwobi è nigeriano. È arrivato in Italia nel 1976 con un visto da studente, è diventato imprenditore ed è in Italia, appunto, da 40 anni. Un signore perbene con i capelli grigi. Iwobi, è responsabile federale Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord. Le sue dichiarazioni non starebbero male in bocca a un Salvini o a un Borghezio. In un paradosso totale, un africano diventa fustigatore di altri africani per compiacere il suo padrone.

Iwobi è un utile idiota. Non nel senso che è idiota lui personalmente, magari è anche un tizio intelligente. È un utile idiota perché serve a Salvini per giustificare le sue azioni nefande. “Vedete? Guardate come li tratto bene io i negri, non sono razzista!” Questo servirà a mettere in difficoltà i suoi detrattori, ma farà sorridere i razzisti veneti, lombardi e piemontesi, perché lo schiavo ubbidisce al padrone e ricopre un ruolo che gli è congeniale. Iwobi teme che la malaria, (un caso a Brescia) sia portata dagli immigrati, e paventa la chiusura dei confini contro i “falsi profughi” (canzone che sentiamo regolarmente anche da noi)

L’uso di Iwobi in un ruolo del genere non è solo utile, è un ulteriore schiaffo arrogante agli immigrati e a quelli che li proteggono. Uomo contro uomo, per far si che il padrone non debba sporcarsi le mani. Iwobi in realtà, intelligente o meno, è una delle persone più infami e tristi nella Lega salviniana, uno schiavo che per mendicare accettazione, prebende e vantaggi è disposto a fare la scimmietta coi piattini suonando la canzone della Lega. Perché la Lega è razzista. Non ci sono cazzi.

Lo sono migliaia di suoi militanti, lo sono gli amichetti di Forza Nuova e di Casapound. Razzisti, violenti, aggressivi e omofobi. Iwobi in fondo è peggio anche degli ascari coloniali, che sono morti a migliaia per difendere l’impero fascista di Mussolini. Oggi il mondo è un po’ più triste, e un passo indietro è stato fatto. E vorrei tanto che saltasse fuori un Django Freeman che ribadisca con orgoglio la sua storia e rimandi nella cuccia il cane di Salvini.

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