Una scuola che educhi al mondo

Di Massimo Collura

Tra qualche giorno saremo chiamati a esprimere il nostro voto su una modifica della scuola che, se accettata, introdurrebbe l’educazione civica quale materiale indipendente.

Ma a scuola la civica non viene già insegnata? Certo che si, a rispondere sono i docenti stessi che a più riprese hanno esplicitato l’importante lavoro interdisciplinare che viene fatto. Ma allora il problema dove sta? Molto probabilmente agli iniziativisti non va bene come e cosa si insegna. Molto probabilmente vorrebbero che la “svizzeritudine” di un allievo venga condensata in una nota.

Purtroppo dietro questo voto si nasconde, ancora una volta, lo scontro che antepone una visione nozionistica del sapere a memoria, a una visione globale che dovrebbe portare l’individuo a una crescita mentale libera da schemi prestabiliti.

Ma perché certi ambienti politici e ed economici prediligono l’insegnamento nozionistico e combattono i modelli di insegnamento aperti dove l’allievo è l’elemento centrale?

In un concetto di insegnamento nozionistico puro fine a se stesso, sarà più facile per chi rappresenta a livello politico gli interessi degli iniziativisti, definire cosa si deve insegnare. Il reale pericolo che si ripresentino, anche a livello scolastico, pericolosi concetti legati all’adorazione della madre patria senza una visione critica nel suo complesso. I nostri figli meritano decisamente di più, meritano di sapere come e cosa succede nella nostra madre patria, ma meritano anche che il tutto venga contestualizzato all’interno del panorama politico mondiale. Dobbiamo aiutarli a sviluppare tutte quelle sensibilità che li aiuteranno a vivere serenamente con gli altri.

Impegno, rispetto, onestà, condivisione… parole che dovrebbero impregnare il percorso formativo dei nostri figli, per essere persone migliori per la Svizzera ma anche per il Mondo intero!

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