1100 Ticinesi di cui a Boris non importa

Boris Bignasca appoggia No Billag incurante delle conseguenze in termini di licenziamenti di 1100 Ticinesi

Di

Qualche giorno fa su Gas abbiamo fatto una richiesta forse un po’ troppo hardcore, cioè che la Lega mostrasse finalmente un po’ di maturità. L’intervista di Boris Bignasca ad Andrea Leoni di Liberatv, nella quale afferma di essere a favore dell’iniziativa No Billag, risponde da sola alla nostra richiesta.

Bignasca, se possibile, ha una posizione ancora più insostenibile di quella di Bühler. Se il vicepresidente dell’UDC delle conseguenze proprio se ne frega e millanta di tv private e altri sogni presenti solo nella sua testa, Boris addirittura concorda con Marco Chiesa quando egli dice che è un’iniziativa estrema. Si rende conto, cioè, che è il punto di non ritorno. Ma chissenefrega, la appoggia, perché ovviamente è colpa degli altri: dei “partitoni” amici della SSR che hanno rifiutato il controprogetto del canone a 200.- (Doris Leuthard ha comunicato pochi giorni dopo il calo del canone a 365.- a famiglia), della RSI, di tutti tranne… chi contribuisce ogni giorno a veicolare l’idea che abbattere il servizio pubblico sia cosa buona e giusta. Mette le mani avanti Boris: se passa l’iniziativa No Billag e ci saranno 1100 ticinesi in strada, non sarà mica colpa della Lega. Ma degli altri, come sempre.

Non è così. Se c’è qualcosa di positivo in questo bizzarro inizio di campagna (l’idea che si debba arrivare fino a marzo fa male fisico solo a pensarla) è che è tutto chiaro, limpido, cristallino. I nomi di chi si sta spendendo ogni giorno a favore di 1100 disoccupati in più e della rinuncia al ritorno economico per l’economia ticinese quattro volte più grande del canone pagato sono lì, a far bella mostra di loro. Le responsabilità in politica, come in ogni aspetto della vita, si prendono fino in fondo.

I due principali primanostristi, Bühler e Bignasca, non vedono l’ora di abbattere chi dà lavoro a 1100 famiglie. Farsi due domande, possibilmente prima di marzo, su cosa muova davvero la destra ticinese non sarebbe male.

Ti potrebbero interessare: