Argo1, chi ha interesse a fare confusione?

Il Corriere cerca di screditare il sindacato per dar manforte alla destra liberista?

Di Alessandro Schirm

Leggiamo sulla Regione Ticino, a firma del direttore Matteo Caratti, un editoriale abbastanza iroso, con Caratti che si interroga sull’articolo del Corriere del Ticino pubblicato ieri. Ricordiamo che il Corriere era uscito facendo pesanti insinuazioni sui testimoni portati a suffragio delle proprie ipotesi anche dalla trasmissione Falò della RSI.

Addirittura la magistratura era intervenuta per vidimare l’affidabilità del testimone, questione elegantemente sottaciuta dal Corriere, che sembra vieppiù un giornalino di disinformazione che un blasonato quotidiano. Caratti, bello carico, scrive:

“Il metodo è semplice: si cerca di screditare il superteste che ha denunciato ‘la bügada’ e che ha parlato forte e chiaro. Del resto non è difficile farlo, visto che in taluni ambienti pare che gli scheletri negli armadi abbondino. Come si suol dire: se uno ha la rogna, l’altro avrà il cimurro.

Ma il petardo è bagnato, perché la Procura – interpellata dalla Rsi – nel giro di poche ore ha confermato che per lei il superteste è attendibile. Come fa a dirlo? Perché al Ministero mica sono nati ieri e di testi ne hanno probabilmente sentiti anche altri, a conferma di diverse cosette affermate dal superteste.”

La tesi di Caratti è che si stia cercando di fare confusione. La nostra invece è che la confusione c’è, si, ma che tutti hanno creato intorno ad Argo1 un caso decisamente politico, un circo in cui far valere i propri interessi.

Infatti, è difficile capire la tesi del Corriere se si pensa al caso Argo1 e non agli interessi del quotidiano di Muzzano. Dando per scontata la deriva a destra del giornale, capitanata da Foa e dal suo gregario Righinetti, e patrocinata a quanto si dice dall’ex Consigliere di Stato destituito e milionario Tito Tettamanti, il Corriere non ha interesse a difendere Beltraminelli, ma a screditare il sindacato sì.

UNIA è una spina nel fianco per quella destra liberista che Tettamanti e la famiglia Soldati, proprietaria del Corriere, hanno sempre rappresentato. UNIA è la difesa dell’umile lavoratore, è la denuncia ed è quella che controlla il padronato e ne smaschera le malefatte. La trasmissione Falò, che, piccata, è stata tirata in ballo, rappresenta anch’essa una voce libera di denuncia che non deve rendere conto ai poteri forti, ed è dunque un altro nemico. Cercando di screditare il lavoro di Falò e di UNIA, si mina la difesa del lavoro e si fa crescere quel fronte di destra senza remore morali per cui il libero mercato e lo sfruttamento del lavoro sono la conditio si ne qua non per esistere.

Il Corriere è ormai la guardia del corpo di una certa cerchia di personaggi, di un idea distorta che non vuole il bene della popolazione ma solo fare gli interessi particolari di pochi arraffoni. Altro che Argo1, qui c’è in ballo il nostro Ticino e il suo futuro.

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