Argo1, il silenzio dei deficienti

La vicenda Argo1 sta assumendo toni grotteschi: sarebbe meglio tacere e lasciare che chi di dovere indaghi e faccia il suo lavoro?

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Chiariamolo fin dall’inizio: a quanto ne sappiamo finora il caso Argo1 è solo un enorme pasticcio. Prove di tangenti, corruzione e via dicendo, a parte l’ormai celeberrima cena a Bormio, non ce ne sono. In un altro Cantone, passata la buriana iniziale, le acque si sarebbero calmate, sulla vicenda sarebbe calato il silenzio degli intelligenti, e si sarebbe lasciato il tempo a Magistratura e Commissioni di Inchiesta di fare il loro lavoro, e poi si sarebbero messe a posto le cose.

Non in Ticino. In Ticino lo sport nazionale è cavalcare la polemica, e quindi si innalzano gli estremi a normalità e ci si concentra su quelli. Il risultato è che da un lato c’è chi grida magari anche un po’ gratuitamente alla mafia, ma dall’altro c’è chi scende in trincea per difendere anche l’indifendibile. Chi prova ad attenersi a fatti e testimonianze viene inevitabilmente inserito in questo o quello schieramento a seconda di quello che dice e di chi lo giudica. Di conseguenza chi ha provato a fare una ricostruzione basandosi su testimoni, chi ha scovato notizie, come la cena di Bormio o la mail di Bernasconi, viene additato dai trincerati (leggasi: Corriere del Ticino) come “giustizialista” al pari di chi sbraita sui social accusando Beltraminelli di essere pappa e ciccia con la ‘Ndrangheta. Il che è una cazzata, intendiamoci.

Ma che il capo dipartimento stia facendo una figura ridicola è indiscutibile. E dirlo è il minimo. Sono le basi del giornalismo. A dar retta al Corriere invece bisognerebbe tacere, proprio come fa Beltraminelli. Dal silenzio degli intelligenti a quello dei deficienti il passo è breve. Lo ripeto: finora Argo1 è “solo” un enorme pasticcio. Ma che sia un pasticcio, non qualcosa di cui si può discutere, è un fatto. Basta per chiedere le dimissioni di Beltraminelli? Non lo so. Ma per scavare e criticare basta e avanza.

Una cosa, caro Pontiggia è essere giustizialisti, un’altra è dire “il re è nudo”. Un’altra ancora è essere faziosi

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