Il boccone amaro di Gobbi

Gobbi convocato in Legislazione per spiegare come applicherà “Prima i Nostri”. Si profila un conflitto con il diritto federale.

Di Alessandro Schirm

La LIA si è dimostrata alla fine per quello che è. E lo diciamo senza tema di smentite: un’inutile tassa e un carico di burocrazia pesante per i piccoli artigiani, che non ha portato, in realtà, praticamente nessun miglioramento, se non un tot di milioni nelle casse dello Stato ad opera del dipartimento di Zali. I piccoli artigiani tribolano come prima. Ce lo dicono i dati dell’Ufficio del Lavoro. Infatti diminuiscono i padroncini e per miracolo aumentano i lavoratori stranieri assunti temporaneamente. E i piccoli artigiani faticano esattamente come prima, però pagando centinaia di franchi. Se non è una beffa questa!

E le misure di Gobbi? I famosi controlli del casellario? 60 permessi negati su 40’000. Una sconfitta amara.

Ora Gobbi si ritrova di nuovo di fronte a un problema bello grosso, dovrà infatti spiegare alla Commissione del Parlamento come farà ad applicare “Prima i Nostri”, l’iniziativa dell’UDC sostenuta dalla Lega.

Come per la LIA e il casellario giudiziale, “Prima i Nostri” rischia di rivelarsi per quella che è, un cesto di frutta di cera. Bello da vedere ma impossibile da mangiare. Come scrive Ticinonews:

“La proposta è quella di rilasciare permessi di lavoro per stranieri solo e soltanto alle aziende in grado di dimostrare di non aver trovato personale residente. Più facile a dirsi che a farsi, a quanto pare.”

Come mettere in pratica? Vi ricordiamo che solo qualche tempo fa, dopo anni di proteste, gli ispettori del lavoro sono stati aumentati a 9 unità (a fronte dei 24 promessi durante le elezioni). Figuriamoci se si dovesse applicare questa iniziativa: quanti ispettori ci vorrebbero per controllare tutte le aziende? Per sapere se prima di assumere personale straniero hanno cercato personale indigeno? Per sapere se i salari sono conformi? E per sapere se non hanno barato? Infatti, sempre TIO scrive:

“Gobbi, convocato in Legislazione, dovrà spiegare di che strutture e di quanto personale avrà bisogno per applicare l’eventuale preferenza indigena. Stiamo parlando, tra nuovi e rinnovi, di 20mila permessi all’anno, mica bruscolini.”

Ma soprattutto: Secondo i bilaterali, ancora in vigore, questa legge cozza con quella federale. I funzionari di Gobbi a chi ubbidiranno? Al Cantone o alla Confederazione? La legge è chiara. Quella federale ha logicamente la precedenza, essa vale infatti per tutti i Cantoni svizzeri.

Eccoci di nuovo, e comincia a stufare veramente, di fronte a inghippi, casini e burocrazie assurde a causa di iniziative sghembe e raffazzonate, che magari piacciono a vedersi, come frutta di cera, ma una volta addentate lasciano l’amaro in bocca.

Ti potrebbero interessare: