Casse malati, non si vede la fine

L’aumento dei costi delle casse malati e delle cure mediche rischia di creare una sanità a due velocità

Di Alessandro Schirm

La voragine dei prezzi che inghiotte i risparmi degli Svizzeri sembra non avere fine. Le casse malati, i cui premi sono aumentati a dismisura negli ultimi due decenni, non sono le uniche colpevoli, sotto accusa sono anche i costi dei medici e degli ospedali.

Ormai un quarto degli assicurati paga più di 500 franchi. Nel contempo, come si rimarcava l’anno scorso, una parte sempre più importante di cittadini non riesce a far fronte a questi costi e va dunque a carico dello Stato.  Solo nel 2015, il numero dei morosi è aumentato del 24%, portando a quasi 50 milioni la fattura a carico dei Cantoni. Il che significa che è ancora lo Stato con le nostre tasse a metterci una pezza. È comunque ovvio che non si può cavare sangue dalle rape, e la realtà odierna mette queste contraddizioni sul tavolo: più i costi aumentano, più la gente fatica a pagare.

Quest’anno, senza stupore, vediamo i premi aumentarci nuovamente dal 3 al 5%. Un salasso ancora più pesante per le economie domestiche con due o tre figli.  

Che un tetto massimo vada fissato è un dato di fatto. Ma l’illusione che ci sia una sola misura in grado di frenare o arrestare i costi è pia illusione. Certo, lamentarsi ogni anno e non fare nulla, soprattutto a livello di politica, non servirà di certo a migliorare la situazione. Siamo anche molto dubbiosi su un potenziale intervento del Consigliere Federale Cassis, medico e fino a ieri legato a doppio filo con la lobby delle casse malati. Certo, ci mangiano tutti, un problema grosso sono ad esempio gli ospedali svizzeri che operano molto di più rispetto a quelli Europei.

Ricordiamo che solo pochi anni fa il cardiocentro di Lugano operava il 20% in più rispetto a nosocomi analoghi in Svizzera. Si è fatto qualcosa? No. Si fa una votazione per la cassa malati unica? Le assicurazioni quell’anno non sono aumentate e la proposta bocciata dagli Svizzeri stessi.

Quelli che si lamentano, però, a questo punto, dovrebbero cercare di ragionare e di decidere che direzione prendere per limitare i danni. Aspettare che lo faccia la politica, con decine di lobbisti delle casse malati in Parlamento è pura ingenuità dolosa.

Questa situazione rischia seriamente di creare una medicina a due velocità. Anche se, però, molti non sono in chiaro su cosa voglia dire, anche se è semplice perché è  una legge di mercato. Hai i soldi? Puoi pagare e ti curiamo bene, non ce li hai? Le cure saranno inferiori.

Per gli Svizzeri, abituati alla loro Ferrari con la croce rossa dipinta sopra, è uno shock. Ma non sarà una cosa plateale. Questo sistema, se si lascia fare una certa politica, sarà applicato in maniera mascherata e strisciante fino a che, come negli USA, si andrà all’ospedale per accorgerci che le nostre cure non comprendono il cancro ai polmoni e che possiamo morire lì con tante scuse.

Vogliamo questo?

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