Certezze, favole e incubi collettivi: qualificazioni a Russia 2018 a un passo dal termine.

Di Marco Narzisi

Le qualificazioni ai Mondiali di calcio del prossimo anno in Russia sono ormai agli sgoccioli, regalandoci certezze acquisite, splendide favole e incubi collettivi, insieme a qualche spunto di riflessione.

In Europa, la Germania è la schiacciasassi di sempre, già qualificata e a punteggio pieno a un turno dalla fine, con una Nazionale sempre più multietnica; seguono Inghilterra e Spagna e il Belgio, anch’esso riportato ai vertici del calcio europeo dai talenti figli dell’immigrazione, da Lukaku a Fellaini. E a proposito di naturalizzati, la Svizzera di Petkovic e dei Mehmedi, Shaqiri, Seferovic è a un passo dalla qualificazione diretta, bisognerà strappare un punto martedi a Lisbona al Portogallo di Cristiano Ronaldo, che vanta una differenza reti migliore: in molte case ticinesi, sarà sicuramente un derby sentitissimo.

In Sudamerica il Brasile non manca l’appuntamento, mentre nel girone Concacaf nordamericano/caraibico si riconferma il Messico dei giovani e il Costa Rica, sorpresa degli ultimi Mondiali; in Africa stacca il ticket la Nigeria, e  sono altrettanto presenti, per l’Asia, Corea del Sud, Iran  e Giappone, mentre da segnalare il ritorno dell’Arabia Saudita dopo due edizioni mancate, e la qualificazione.

Vicine alla qualificazione  sono anche la Tunisia, assente al 2006, e  il Senegal, che dopo l’exploit all’esordio nel 2002 (quarti di finale raggiunti)  è rimasto fuori negli ultimi anni.

Parliamo di favole: dopo l’incredibile Europeo di due anni fa, la piccola Islanda dell’ex basilese Bjarnason è a un passo dalla qualificazione diretta al suo primo Campionato del mondo, basterà battere il fanalino di coda Kosovo in casa o anche pareggiare se Croazia e Ucraina faranno lo stesso risultato nello scontro diretto. L’altra sorpresa di Euro 2016, il Galles di Bale, a meno di una clamorosa sconfitta della Serbia contro la Georgia, si gioca l’accesso ai play-off contro l’Irlanda, al pari della rediviva Scozia, mentre già qualificata per gli spareggi è l’altrettanto sorprendente Irlanda del Nord.

Panama, invece, deve sperare di battere il già qualificato Costa Rica e nel miracolo di una sconfitta degli USA contro Trinidad&Tobago per la prima storica qualificazione, che potrebbe comunque arrivare tramite gli spareggi intercontinentali; e qui si innesta un’altra delle possibile favole calcistiche, dal momento che a giocarsi l’altro posto negli spareggi sono la non irresistibile Australia e, udite udite, la Siria, assoluta rivelazione delle qualificazioni anche in relazione alla situazione obiettivamente difficile. La Nazionale siriana, infatti, per ovvie ragioni, ha finora giocato le gare casalinghe in Indonesia, ed è influenzata nelle sue vicende calcistiche, è bene dirlo, anche da questioni politiche: essa, infatti, rappresenta il governo di Assad, attualmente l’unico legittimo in Siria, e per tale motivo ha patito per 5 anni l’assenza del bombe più rappresentativo, Omar Al Somah, “esiliato” dalla Nazionale per aver esposto 5 anni fa una bandiera della rivoluzione siriana. Al Somah è il quarto giocatore per numero di reti nell’anno solare 2016, dopo Messi, Ibrahimovic e Suarez, ed è autore del goal contro l’Iran che ha qualificato la Siria agli spareggi e di quello dell’1-1 contro l’Australia che tiene vive le speranze di qualificazione.

Veniamo agli incubi: l’Olanda è praticamente fuori dai Mondiali, dopo il pessimo Europeo disputato, dovendo vincere contro la Svezia con almeno 7 goal di scarto per accedere ai play-off; per la squadra che ha inventato il calcio totale è una catastrofe. Deludentissima anche l’Italia dell’indeciso Ventura, che cambia continuamente modulo ma non riesce a sfruttare una rosa di giocatori autori di grandi prestazioni con i club ma decisamente sottotono in maglia azzurra: il rischio è di finire in seconda o addirittura terza fascia nel sorteggio in caso di qualificazione. Fuori causa anche il Ghana, vittima di un clamoroso errore arbitrale per un goal inspiegabilmente annullato contro l’Uganda e già eliminato: nello stesso girone l’Egitto, assente da Italia ‘90, si gioca la qualificazione contro lo stesso Ghana, un cui sussulto d’orgoglio potrebbe anche regalare una incredibile qualificazione all’Uganda impegnata contro il Congo già fuori dai giochi, e un’ennesima beffa per l’Egitto, da tempo eterno secondo. Non se la passa bene neanche la Costa d’Avorio, costretta a vincere contro il Marocco per evitare di restare fuori dopo 3 partecipazioni di fila: i Leoni dell’Atlante, dal canto loro, potrebbero tornare ai Mondiali dopo la beffa di vent’anni fa all’ultima giornata, con la clamorosa vittoria della Norvegia contro il Brasile.

In Sudamerica, infine, la situazione è ingarbugliatissima: se all’Uruguay basterà non perdere contro la Bolivia, dietro Cile, Colombia, Argentina, Perù e Paraguay (quest’ultimo con minori speranze), racchiuse in 2 punti di differenza, scalciano per gli ultimi 2 posti per evitare lo spareggio contro la comunque abbordabile Nuova Zelanda. A rischiare più di tutti, anche in termini di prestigio, sono Messi e compagni, ai quali una vittoria contro l’Ecuador potrebbe non bastare per la qualificazione diretta se il Perù dovesse battere la Colombia e tornare ai Mondiali dopo l’ultima partecipazione del 1982. Dopo l’eliminazione dell’Olanda, un Campionato del Mondo senza la finalista dell’ultima edizione, e senza Messi, Aguero e compagni, sarebbe decisamente inedito, ma ci piace anche pensare al lieto fine della favola dei peruviani, una dimostrazione che non sempre il calcio dei miliardi risulta vincente.

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