“Due cose da ricordare quando si parla di salari”

Di Redazione

Ricordiamo sempre, quando si parla di salario minimo: l’iniziativa dei Verdi sul salario dignitoso è stata approvata in votazione il 14 giugno 2015 ed è applicabile, contrariamente a Prima i nostri che può al massimo essere applicate al settore pubblico.

Il Consiglio di Stato ci ha messo due anni per ottenere la garanzia federale “perché ha inviato la lettera all’indirizzo sbagliato” ( e ci sono pure i fessi che ci credono…). A Neuchâtel, dove hanno approvato un’iniziativa simile, il Consiglio di Stato ha messo in piedi un gruppo di lavoro per determinare il minimo vitale… Da noi Vitta ha chiesto a Rico Maggi di fare valutazioni economiche per sapere quanto l’economia vuole pagare. Lascio alla valutazione personale, ma per me è sabotaggio.

Il Tribunale federale ha stabilito che il salario minimo calcolato in base alle prestazioni complementari AVS/AI è legale e che può essere arrotondato verso l’alto. Il salario minimo deve essere una misura sociale, non determinata da considerazioni economiche…. Quindi il fatto che in Ticino ci sia il peggio degli sfruttatori che pagano il peggio dei salari non è una scusante, semmai un’aggravante.

Il 40% delle persone con un salario inferiore a 21 franchi sono residenti. Per quanto riguarda l’industria le imprese che hanno salari da 3’000 o meno sono Consitex di proprietà della famiglia Zegna (patrimonio stimato 2,25 miliardi di franchi), Swatch della famiglia Hayek (4,25 miliardi di franchi) e Bally della famiglia tedesca Reimann (30 miliardi di euro), Luxury Goods, Medacta, Bravofly e non sono certo piccole aziende che fan fatica a pagare salari dignitosi.

I salari mediani sono calati anche in rami economici dove la percentuale di frontalieri è inferiore alla media ticinese, come nell’informatica. I salari bassi hanno frenato l’innovazione.
Rimangono solo il 14% di terreni liberi nelle zone industriali, vogliamo davvero che siano tutti occupati da ditte che pagano 2’500 franchi lordi?

E soprattutto: ci sono 12’700 disoccupati ILO in Ticino e 18’700 sottoccupati (calcolati solo sui residenti).

Gigia Porta

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