Foa e il sillogismo della bufala

Marcello Foa linka un articolo sulla guerra in Siria apparso su un blog affiliato a “Il Giornale”, per cui scrive, dal titolo totalmente fuorviante

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Marcello Foa continua sempre a stupirci con effetti speciali.

Questa volta il CEO del Corriere del Ticino si spreca un po’ di meno a inventare bufale di sana pianta come quella sul presunto documento della BKA tedesca o quella ormai arcinota dei 150mila riservisti mobilitati dagli USA, che è un po’ assurta al ruolo di barzelletta che le compete. Stavolta Foa sfrutta il suo bacino di 27mila e passa follower su Facebook e quasi 12000 su Twitter per diffondere un link con un titolone di quelli belli forti in merito alla guerra in Siria: “Anche gli USA finalmente ammettono: “I Ribelli hanno armi chimiche””.

Wow. Scoop. La verità finalmente svelata. Il lettore a questo punto si convince che tutte le forze di opposizione ad Assad, compresi i curdi, possiedono armi chimiche, ciò che invece finora è stato attribuito all’ISIS.

Ma dal momento che le parole Verità e Foa nella stessa frase sono un ossimoro e rischiano di produrre antimateria entrando in contatto fra di loro, chiariamolo subito: nessuno fra gli organi governativi americani ha mai detto quella frase. Quella citazione riportata da Foa semplicemente non esiste, non in quella forma almeno.

Marcello Foa linka direttamente un articolo apparso sul blog “Gli occhi della guerra”, che dichiara di occuparsi di giornalismo di guerra “senza censure nè filtri”: e fin qui tutto bene, senonchè come titolare del blog risulta Andrea Pontini, a nome di una sedicente “Associazione per la promozione del giornalismo”. Con qualche ricerchina su Google qua e là scopriamo due cose: la prima è che Pontini è un collaboratore a tutti gli effetti de “Il Giornale” di Sallusti, su cui Foa imperversa da tempo e che si è notoriamente distinto per il gusto del titolone spesso razzista. In più, se anziché l’indirizzo principale del sito, “occhidellaguerra.it” si va a cercare il dominio “gliocchidellaguerra.it”, che comunque reindirizza al primo, esso risulta invece esplicitamente intestato a “Andrea Pontini – Il Giornale On Line”. La seconda, è che di questa “Associazione per la promozione del giornalismo” sul web non c’è traccia, se non un paio di file PDF di contabilità interna probabilmente indicizzati da Google per errore, ma che ci tornano utilissimi in quanto riportano l’indirizzo dell’associazione o presunta tale: Via Gaetano Negri 4, Milano. Indovinate un po’ quale quotidiano ha la sede casualmente nello stesso indirizzo? Proprio “Il Giornale”. Ma tu guarda.

E fin qui il quadro è chiaro: Foa riprende un blog nominalmente indipendente, di fatto totalmente affiliato a “Il Giornale”, e qualche campanello di allarme dovrebbe già suonare. Ma andiamo al sodo, ai fatti.

Il blog citato da Foa riporta un avviso del Dipartimento di Stato USA, sezione Affari Consolari, rivolto ai viaggiatori verso la Siria, in cui si raccomanda, sostanzialmente, di non recarsi affatto in Siria poichè nessuna parte del Paese è al sicuro dalle violenze:

“Armi da fuoco, esplosivi improvvisati, bombardamenti di artiglieria, attacchi aerei, sequestri, arresti arbitrari e uso di armi chimiche aumentano significativamente il pericolo di morte o ferimento”: questa è la prima parte del testo in cui si parla di armi chimiche, ma non c’è ancora nessun riferimento a chi le usi.

Successivamente se ne parla ancora solo in un’altra riga: “Le tattiche di ISIS, Hayat Tahrir al-Sham e altri gruppi estremisti violenti includono l’uso di attentatori suicidi, rapimenti, armi piccole e pesanti, dispositivi esplosivi improvvisati e armi chimiche”. Nessun accenno a ribelli, la parola non compare da nessuna parte nel testo emanato dal Dipartimento di Stato. E allora cosa ha fatto il blog citato orgogliosamente da Foa a sostegno delle sue tesi, già più volte diffuse e mai confermate? Ha preso il riferimento a Hayat Tahrir al-Sham, ovvero quello che precedentemente si chiamava Al-Nusra, un’organizzazione jihadista precedentemente legata ad Al-Qaida, e già protagonista di scontri con l’ISIS, che non ha tuttavia alcun legame con l’opposizione siriana nè con il resto delle forze anti-Assad che anzi non riconosce; poi ha messo in piedi un sillogismo del tutto farlocco: “Quel determinato gruppo usa armi chimiche→ Quel gruppo combatte Assad→ I gruppi che combattono Assad usano armi chimiche” e ha tirato fuori il titolone ad effetto. In sostanza la fonte che Foa riprende orgogliosamente ha attribuito all’intera coalizione anti-Assad un’accusa che è rivolta genericamente ai “gruppi estremisti violenti”, insomma ai gruppi jihadisti, fra i quali l’ISIS, riguardo al quale il possesso di armi chimiche è quasi accertato. La verità, quindi, è che quelle parole riportate fra virgolette non sono mai state pronunciate o scritte, gli USA non hanno mai ammesso l’uso di armi chimiche da parte delle forze di opposizione ad Assad tout court, quanto meno non delle forze democratiche e della coalizione. Insomma, titolo totalmente fuorviante e inventato ed ennesima bufala diffusa da Marcello Foa.

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