Il pistolero Cassis

Cassis ha aderito a Pro Tell poco prima dell’elezione: un’altra lobby da rappresentare?

Di Marco Narzisi

Ignazio Cassis dopo la sua elezione a Consigliere Federale ha deciso di dare una svolta al nostro Paese per renderlo un po’ meno noioso. Dev’essere sicuramente questo il motivo per cui, pochi giorni prima l’elezione, si è iscritto  a Pro Tell, l’associazione che si dichiara “per un diritto liberale sulle armi”, ovvero a contrastare ogni limitazione circa il possesso di armi (lo dicono loro, eh, sul loro sito), chiaramente (ma va?) da parte di cittadini “responsabili”.

E dove starebbe il problema? Se gli piace giocare a fare lo sceriffo saranno affari suoi?

Decisamente no: Pro Tell è fortemente contraria alla linea decisa dal Consiglio Federale circa il recepimento della direttiva UE sulle armi, atto dovuto in relazione agli impegni legati al trattato di Schengen a cui, ricordiamolo, la Svizzera ha aderito. Al riguardo, giusto per stoppare sul nascere i soliti proclami sulla sudditanza svizzera alla UE, il 29 Settembre il Consiglio Federale ha emanato un comunicato in cui si annuncia una soluzione “pragmatica” che non vada in contraddizione con la tradizione elvetica in materia di tiro: sostanzialmente, non cambia nulla per quanto riguarda le armi di ordinanza nè per quanto riguarda la caccia, mentre sono previste delle semplici autorizzazioni per i tiratori sportivi e i collezionisti. Nulla di scandaloso in sostanza, semplicemente, nell’ottica della lotta al terrorismo, si cerca di tenere sotto controllo e rendere più tracciabile il possesso di armi a livello privato: e vorremmo ben vedere, aggiungiamo.

Ora, possiamo noi mai pensare che Cassis voglia fare gli interessi delle lobby delle armi, oltre a quelli delle casse malati, sfruttando il suo ruolo di Consigliere Federale? Possiamo noi mai pensare che Ignazione si faccia suggerire l’agenda riguardo la questione delle armi dai suoi nuovi amici? Certo, a prima vista potrebbe sembrare così, ma poi qualcuno potrebbe accusarci di essere poco patriottici ad andare contro l’orgoglio del Malcantone, l’ambasciatore a Berna del Ticino tartassato dai balivi: magari passiamo pure per traditori.

No, no. C’è sicuramente un’altra ragione, come dicevamo: Cassis è sicuramente un fanatico di Grand Thieft Auto, il celeberrimo videogame in cui si interpreta un criminale in una città dominata dalla malavita.

Sicuramente il suo progetto è quello di creare una nuova versione “live” del gioco, una specie di GTA Swiss Edition: d’altronde le prostitute ce le abbiamo già, e sulle droghe Cassis si è espresso a favore della regolamentazione della cannabis e addirittura anche della cocaina. Adesso ci mettiamo anche le armi libere e magari anche limiti di velocità più alti o assenti, come proposto da un comitato tempo fa, ed eccoti che GTA Swiss Edition è realtà, signori, il primo videogame interamente dal vivo a cui partecipa un intero Paese!

Al di là del fatto che non vorrei veder nessuno andare in giro a picchiare la gente con dei falli di gomma come in GTA San Andreas (giuro, si può fare), ricordiamo a Cassis che  il famoso detto dice “Sesso, Droga e Rock’n’Roll”, non “Prostitute, cocainomani e pistoleri”: su, Ignazio, molla il fucile e imbraccia una chitarra, sarà sicuramente meglio per tutti.

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