La Lega mostri maturità (se ne è capace)

Lo slogan “Via i politici dai CdA” per la Lega vale quando non si tratta dei propri?

Di Redazione

Ci sono poche certezze nella vita, ma almeno tre ne abbiamo: l’acqua bagna, il sole scalda e la Lega prende in giro tutti.

Ultimo in ordine temporale, il voto minestrone in Gran consiglio, qualche giorno fa, sulla proposta di Pelin Kandemir Bordoli di dichiarare incompatibile la carica di Gran consigliere o Consigliere di Stato con quella di membro di un CdA pubblico. Tutti in ordine sparso i leghisti, come sull’ambiente, sulla tassa sul sacco, sui frontalieri male assoluto ma che assumono a frotte e su ogni tema che richiederebbe un’attenzione che, evidentemente, non sono in grado di prestare. Magari fosse libertà di opinione e presenza di dibattito! No, è solo essere volutamente ondivaghi, per non scontentare nessuna fetta del proprio elettorato. Come i peggiori democristiani, che smacco che è l’omologazione per chi voleva essere forza anti sistema.

Via i politici dai CdA, dicevano. Evidentemente il discorso è valido finché i politici sono gli altri, e non i Sanvido o i Caverzasio. Altrettanto evidentemente, l’assoluta mancanza di chiarezza nella linea della Lega su questo tema mostra come l’interesse in gioco di “politico” abbia avuto ben poco. E non è la prima volta.

La Lega non è una forza anti sistema, è il sistema. È dentro ogni CdA, pubblico o privato che sia; ha la maggioranza relativa in governo e una truppa sconfinata in parlamento; ha un settimanale che costa milioni all’anno. Questi comportamenti, ammesso che abbia potuto in passato, ora non può più permetterseli. Perché fanno ridere, prima che piangere.

Ti potrebbero interessare: