La scuola e la resa liberale

Non potendo competere con la Lega, i liberali cercano di attaccare i socialisti sulla scuola per recuperare il potere perduto

Di Corrado Mordasini

Il Partito Liberale si è sempre mosso come un grosso luccio nelle placide acque del lago. Il Ticino era il suo territorio di caccia. Scardole, persici e tinche si dileguavano al suo passaggio.

In fondo i liberali, lo sappiamo, fino a ieri facevano e disfacevano quello che volevano, avendo una maggioranza tranquilla e bel pasciuta.

Poi è arrivata la Lega. Diciamo che un altro luccio, magari un luccioperca, diverso ma simile ha occupato la sua nicchia ecologica e ha cominciato a mangiare. Il balenare delle squame e i denti affilati del rivale hanno lasciato frastornato il vecchio luccio.

Quando in Consiglio di Stato c’è stato il raddoppio leghista con l’eliminazione di un consigliere liberale, il Partitone non se n’è fatta una ragione. Anche logico, ci mancherebbe. La sconfitta a opera della Lega è stata cocente e forte la voglia di riscossa.

Ma più il tempo passava e più il luccioperca leghista cresceva e ingrassava. Il lago si faceva stretto e il predatore liberale, costretto in un angolo, tra alghe e radici, stava a guardare in cagnesco il rivale che faceva esattamente quello che fino a ieri faceva lui.

Al di fuori di metafore lacustri e di pantani politici, oggi i liberali sono di fronte, e ce ne accorgiamo dagli attacchi astiosi e scomposti al dipartimento di Bertoli, a un bivio.

La consapevolezza è, anche se molti faticano ad accettarlo, che ormai con la Lega sono fottuti.

Non ce la faranno più a recuperare il loro seggio a scapito dei leghisti. Ecco allora i liberali voraci e affamati di raddoppio attaccare qualcuno di più debole e vulnerabile. Facendosi due conti, è molto più facile prendersela con un pesce piccolo che con uno della tua taglia.

Un’azione che sa di resa lontano un miglio. I fasti passati non torneranno. E allora si mette in difficoltà il Paese pur di riavere il potere ormai perduto. Si tranquillizzi il luccione, però. Magari non sarà il Partito Socialista il vero antagonista, ma quelli che non sopportano di vedere i prepotenti digrignare i denti. Sacrificare i docenti o i meno fortunati sull’altare del potere non è una cosa lungimirante. Soprattutto perché ad essere delegittimati sono persone che magari fino a ieri votavano liberale.

Chissà che amarezza per tanti liberali, vedere i valori del Franscini, quelli dell’uguaglianza, quelli dell’alfabetizzazione per tutti e della scuola laica sputtanati in un mortaio di potere che schiaccia tutto facendone poltiglia.

Magari domani il PLR riavrà la scuola, spodestando il PS e Bertoli, ma quello che gli rimarrà in mano saranno i resti di quello che avranno triturato per riaverla in mano.

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