L’inquinamento invernale arriva in autunno

I provvedimenti cantonali per risanare l’aria non prevengono l’inquinamento atmosferico: tentano di arginare un fenomeno fuori controllo.

Di Antonia Boschetti

L’inverno non è ancora cominciato e il Mendrisiotto già soffre di quel male chiamato “inquinamento invernale”. Per il terzo giorno consecutivo infatti, la concentrazione di polveri fini ha oltrepassato i 50 microgrammi/m3, superando oggi i 100 microgrammi/m3. Un anno fa, all’ora attuale, la concentrazione di polveri fini era di gran lunga inferiore. Che cosa è successo dunque tra ottobre 2016 e ottobre 2017 perché l’inquinamento invernale arrivi anzitempo? La risposta non si trova nel clima secco visto che anche nell’ottobre 2016 le precipitazioni erano sotto la norma. La risposta è più semplice: non è successo nulla. Non è successo nulla, o quasi, in favore della pulizia dell’aria.

Fino a pochi anni fa, al fine di contrastare l’inquinamento estivo, il Cantone rimborsava il 50% degli abbonamenti Arcobaleno con la conseguente diminuzione di ozono a basse quote. La promozione “Cambia l’aria” fu considerata un successo.

Essendo l’inquinamento invernale nocivo tanto quanto quello estivo e, per buona parte, prodotto dall’utilizzo di veicoli a motore, i provvedimenti per contrastarlo potrebbero essere abbonamenti sovvenzionati come nel caso di “Cambia l’aria”. Non è così. Perché entrino in vigore misure che coinvolgano il trasporto pubblico, bisogna aspettare che la concentrazione di PM10 superi i 100 microgrammi/m3 in almeno due stazioni di misura e per almeno due giorni consecutivi.

Una misura che non si basa sulla prevenzione di un fenomeno, ma che tenta di arginare una situazione già fuori controllo, è una misura inutile.

A quanto pare, prima di cambiare l’aria è necessario cambino le mentalità.

Siamo ormai in molti a chiedere alle istituzioni di prendere misure serie nei confronti dell’ambiente. Che la politica ci segua nel nostro cambio di mentalità e abbia il coraggio di proporre misure efficaci per favorire la mobilità lenta e il trasposto pubblico!

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