Manette alla Denner

Il gerente di una filiale Denner di Chiasso dichiarava stipendi da 3500 a 4500 franchi ma versava effettivamente 1500 euro.

Di Alessandro Schirm

La solita schifezza, il solito datore di lavoro approfittatore che truffa addirittura pur di speculare sulla pelle di chi lavora. Un copione triste e stantio che sinceramente comincia anche un po’ a farci ribollire il sangue.

Come veniamo a sapere, venivano dichiarate buste paga fantomatiche di 3’500 o 4’500 franchi, quando in realtà gli stipendi viaggiavano intorno ai 1’500 euro. Il tutto denunciato dai dipendenti di una filiale Denner di Chiasso, che insieme alle malversazioni parlano anche di ambiente pesante e intimidatorio.

Il gerente è stato arrestato ed è in stato di fermo. Bene, giustizia è fatta, siamo tutti contenti.

Non proprio.

Una cosa dà da pensare pensare seriamente. Denner è una grande catena di negozi. Che ci sia un gerente è normale, che un gerente abbia il margine e la possibilità di truffare i propri dipendenti senza che nessuno verifichi e senza che i dipendenti possano in qualche modo rivolgersi alla casa madre lascia perplessi.

Ancora di più se pensiamo che la catena di negozi al dettaglio di Denner è stata acquistata pochi anni fa dal gigante arancione Migros, all’avanguardia nel settore per contratti collettivi e condizioni di lavoro.

Noi pensiamo che non basti offrire i prodotti bio, a chilometro zero o i nostrani del Ticino. Il Ticino, più che dei nostrani, ha bisogno di garanzie da parte della grande distribuzione che porcherie del genere non avvengano più. Pensiamo che una grossa azienda debba perlomeno controllare e verificare ciò che succede nei propri possedimenti, sennò siamo di fronte alla solita tiritera del  “non potevamo saperlo” o “non possiamo controllare tutto”. Controllare si può e si deve, e se costa qualcosa pazienza, che lo imparino subito le nostre aziende e anche lo Stato. La latitanza dell’autorità è il primo viatico per la truffa, il furto e l’abuso.

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