Robbiani: cortina di fumo d’arrosto

Di Corrado Mordasini

Rassegna gastronomica del Mendrisiotto e basso Ceresio. Una manifestazione che si tiene da 50 anni, mica capperi. Un appuntamento autunnale per i ristoratori del sud del Ticino.

Piatti ispirati alla cucina della tradizione ticinese, rivisitazioni gastronomiche in chiave moderna. Una cinquantina di ristoranti e osterie con un indotto sul territorio di circa un milione e mezzo di franchi. Una boccata d’aria per una regione che di aria ne ha poca.

Ci si aspetterebbe, se non sostegno, perlomeno un po’ di entusiasmo. Ma Massimiliano Robbiani è lì come un avvoltoio a cercare sempre la magagnetta anti-italiana, anti-frontaliera o anti-immigrati. Perché sono quelli i problemi del Mendrisiotto.

Detto paro paro, Robby si sente addolorato perché i piattini dati in omaggio alla rassegna sono made in Italy. I problemi del Mendrisiotto non sono l’8% di persone in assistenza a Chiasso, lo smog che attanaglia la regione per metà dell’anno, o i tassi di disoccupazione e il dumpig salariale, o il rischio di povertà al 30%,  o il 17% di ticinesi che in povertà ci vive già, o i salari mediani che scendono da anni.

Il problema sono i gadget made in Italy di una rassegna che aiuta il territorio.

Spiego a Robbiani, che non è avvezzo ad un utilizzo particolarmente creativo o proficuo del corpo spugnoso che ha la sfortuna di risiedere nella sua scatola cranica.

In Ticino ci sono ditte che fanno gadget. Per una questione logistica e di produzione, quasi nessuno produce direttamente in Ticino, anzi, spesso queste ditte fanno da tramite e la produzione è svizzera nei migliori dei casi, ma spesso i prodotti vengono dall’estero, molto spesso dalla Cina. Un vero peccato, ma è così. Se poi parliamo di gadgetistica complessa, come in questo caso piatti di porcellana con una particolare forma e stampati in flexografia, in Ticino non è possibile trovarne. Forse la stampa si, ma non esistono fabbriche di porcellane sul nostro territorio.

Detto questo Robbiani può continuare a incazzarsi perché a un’inaugurazione si beve il Berlucchi o perché a una rassegna gastronomica regalano piatti made in Italy, oppure rassegnarsi al fatto che in Ticino non produciamo razzi interplanetari o paratie in tungsteno. Se perdesse tutto il tempo che butta in queste idiozie per aiutare davvero il Mendrisiotto con idee concrete, allora saremmo sulla buona strada. Ma qui si continua a preferire la cortina di fumo, in modo che la gente scordi i veri problemi e si perda in un piatto made in Italy.

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