Difficoltà col canone? SSR non c’entra

Dumping salariale e povertà crescente sono i veri motivi che rendono difficile pagare il canone

Di Redazione

Nello spazio dei commenti di un nostro recente articolo sulla questione RSI e iniziativa No Billag un lettore, rispondendo a chi mostrava palesemente di non aver né capito né letto il testo dell’iniziativa parlando di “canone troppo alto” e “cifra da abbassare”, ha spiegato perfettamente un concetto chiaro quanto banale: se oggi per alcune famiglie è un problema pagare il canone, non è perché SSR costa troppo. Ma è perché in Ticino c’è un’emergenza di cui non si parla mai abbastanza: il dumping salariale. Il commento di questo nostro lettore, che ringraziamo, non è stato ripreso da altri utenti. Ci permettiamo di farlo noi.

La gran parte del mondo imprenditoriale, appoggiata da tutte le associazioni di categoria, è colpevole di questa situazione, non la SSR. Chi ha la maggioranza relativa in Consiglio di Stato e sono decenni che blatera di “lavoro ai ticinesi” ma poi assume frontalieri è colpevole, non la SSR. Chi come Vitta, e prima di lui Marina Masoni, non considera minimamente la salute del mercato del lavoro è il problema, non la SSR. Chi come Beltraminelli considera i dati su quante persone sono in assistenza un puro dettaglio è il colpevole, non la SSR.

La SSR fa informazione, approfondimento, intrattenimento come tutte le televisioni pubbliche di tutto il mondo. Come loro riceve un canone che la rende libera. Se, oltre quelli già esentati – e sono tanti –, qualcuno fatica a pagare non è colpa della SSR. Essa chiede un canone giusto per il suo lavoro. Un lavoro da fare in quattro lingue, con più redazioni sparse per la Svizzera, un lavoro di servizio pubblico. Ed è un canone che già nei prossimi anni dovrebbe calare. Per questi motivi sposiamo in toto quanto scritto dal nostro lettore: non è il canone in sé il problema, ma la vita che tocca vivere a tanti, troppi ticinesi. E spiace, non è perché difendiamo il servizio pubblico, ma fatevene una ragione: non è colpa della RSI.

Il partito di Alain Bühler, per fare un esempio a caso, sono anni che si oppone all’aumento delle misure di accompagnamento, sono anni che propone iniziative irrealizzabili, sono anni che va a braccetto col mondo imprenditoriale svizzero. Se in Ticino si vive così, parte delle responsabilità è anche dell’UDC.

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